Ragionare di Economia, Ecologia, Etica.

 

Economia etica: filiera breve al lago d'Averno, Napoli (A. Corbino, 2010)

Il termine economia trova la sua etimologia nel greco: oikos = casa, nomos = legge, la legge della casa. Se ci lasciamo sedurre dall’etimologia, possiamo farci proiettare in una dimensione “domestica” dei rapporti umani ed economici: il clan o il villaggio, in cui i rapporti dovevano, per necessità di equilibri interpersonali, basarsi su equità e giustizia. È interessante a questo punto fare una piccola digressione, ricordando che l’etica (dal greco êthos – costume) è la scienza della morale, cioè delle forme di condotta approvate e stabilizzate nella comunità umana. Per la proprietà transitiva se ne deduce che: quando l’economia era locale vi era una necessità, da parte dell’ l’homo oeconomicus, di comportarsi secondo etica, cioè secondo le regole approvate e condivise dalla comunità in cui viveva. Chi non agiva secondo etica (economica) veniva emarginato dal sistema (economico e sociale); semplificando, etica ed economia finivano per coincidere. E’ chiaro che, con l’ingrandirsi delle comunità e l’espandersi dei confini degli scambi commerciali, questa coincidenza era destinata ad allentarsi, perché – continuando nella semplificazione  – il controllo sociale sull’agire umano perdeva via via forza e valore. Ed è proprio ciò che accade oggi che siamo al tempo del mercato globale.

Gli appelli ad un’economia più equilibrata e giusta, che da più parti arrivano oggi, non sono quindi un elemento di novità assoluta nella storia economica dell’umanità, ma sono piuttosto una reminescenza di sistemi in cui il valore non era (solo) quello del profitto derivato dalla merce/servizio venduto, ma poteva risiedere in tutta una serie di fattori che, invece, per molto tempo, l’economia ufficiale sembra aver messo da parte: la dignità umana e del lavoro, la solidarietà sociale, la crescita della comunità locale e nazionale, il rispetto delle regole.

La difficoltà di relazionare l’ecologia (dal greco oikos = casa + logos = studio) apparirebbe del tutto senza senso, se solo, come suggerisce il buon senso, guardassimo alla natura delle cose e alla saggezza dei padri greci: confrontando l’ etimologia delle parole riscontriamo difatti che ecologia ed economia hanno uno stesso suffisso, eco, oikos, la casa. Non solo: “secondo Donald Worster, il termine ecologia è stato introdotto da Ernst Haeckel – 1866; in precedenza veniva usato il termine economia della natura[1]”.

Il buon senso suggerirebbe quindi che, prima di creare le leggi per la casa (economia), bisognerebbe studiarne le caratteristiche (ecologia). Altrimenti sarebbe è come comprare la mobilia per una casa senza averne prima misurato l’ampiezza delle stanze: il risultato sarebbe disastroso. Ovviamente, riusciamo a ragionare in questi termini perché siamo nel 21° secolo e la scienza ci ha permesso di conoscere alcuni dati su cui basare questi nostri ragionamenti, altrimenti impossibili: a) la limitatezza di alcune risorse naturali e la deperibilità di altre; b) il sistema di regolazione del clima; c) il sistema di funzionamento degli ecosistemi. Dovrebbe essere ormai dato per acquisito (ma è così?!) – come regalo dalle scienze fisiche a quelle sociali  – che l’attività economica si svolge all’interno di un sistema finito che è quello ecologico, che i due sistemi sono pertanto legati da una doppia relazione di input (le materie prime) e output (i rifiuti, gli scarti di produzione) e che quindi il sistema economico non può crescere a dismisura, oltre i limiti fisici del sistema da cui dipende, pena l’autodistruzione (perchè si finisce per intaccare il sistema da cui si dipende). Non era facile invece capirlo quando, con la rivoluzione industriale, si cominciarono a sfruttare le risorse naturali o a inquinarle (e quindi ridurne la quantità e la qualità) ritenendole risorse infinte e, in quanto tali, senza valore economico. AC (tratto e adattato da: A. Corbino, Economia e diritto ambientale per le produzioni marine –  spunti di riflessione, Boopen Editore, 2010)


[1] Siniscalco D. L’ambiente globale tra interdipendenza e incertezza, in Musu I. (a cura di) “Economia e Ambiente”, Il Mulino, 1993, pag. 33.

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Informazioni su albertocorbino

Alberto Corbino è l'autore dei blogs: https://labuonaeconomia.wordpress.com ; http://ventanillas.wordpress.com ; http://italiain3b.wordpress.com http://edabpm.wordpress.com . Per ulteriori info, visitare la pagina: "l'autore di questo blog"
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