Isola n.3: la buona edilizia nel mare della speculazione

 

Mare negato e abusivi edilizi a Castelvolturno (foto: A. Corbino, 2008)

Il racconto: “Quando Quinto saliva alla sua villa, un tempo dominante la distesa di tetti della città nuova e i bassi quartieri della marina e del porto… tra il versante della collina a ponente dove sopra gli orti si infittiva l’oliveto, e, a levante, un reame di ville e d’alberghi verdi come un bosco.. ora più nulla: non vedeva che un sovrapporsi geometrico di parallelepipedi e poliedri, spigoli e lati di case, di qua e di là, tetti, finestre, muri ciechi per servitù contigue con solo i finestrini smerigliati dei gabinetti uno sopra l’altro” (Italo Calvino, La speculazione edilizia, 1963)

Il mare tempestoso. Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera (3 dicembre 2010) riprende la denuncia dell’archeologo Salvatore Settis (già direttore della Scuola Normale di Pisa) nel libro Paesaggio, Costituzione, Cemento (Einaudi).  In Italia “negli anni tra il 1991 e il 2001 l’Istat registra un incremento delle superfici urbanizzate del 15%, ben 37,5 volte superiore del modesto incremento demografico degli stessi anni (0,4%), mentre negli anni successivi l’incremento delle superficie edificata è stato del 7,8%”. Come dire: la speculazione edilizia non è giustificata dall’incremento demografico. “Tra il 1990 e il 2005, la SAU (Superficie Agricola Utilizzata) si è ridotta di 3 milioni 663 mila ettari, un’area più vasta delle somma di Lazio e Abruzzo: abbiamo così convertito, cementificato o degradato in 15 anni, senza alcuna pianificazione, il 17.06% del nostro suolo agricolo… Ogni giorno vengono cementificati 161 ettari di terreno (251 campi di calcio!)”. Di questo dovremmo ricordarci quando le inondazioni ricoprono in poche ore (come avvenuto di recente in Veneto e in provincia di Salerno) strade, città ed aziende; quando le montagne vengono giù in pochi attimi, seppellendo vite ed economie, come a Sarno nel 1998 o nel messinese nel 2009. Pertanto la polemica sul cambiamento climatico  è sterile, e non porta a niente perché riguarda il futuro; a noi deve interessare soprattutto il presente, dove esistono alcuni dati di fatto: “il quadro degli impatti previsti risulta particolarmente critico per l’Italia, che soffre peraltro di condizioni di dissesto idrogeologico del territorio che compromettono la capacità di rigenerazione delle sue risorse, nonché la sua capacità di mitigare gli effetti di eventi climatici estremi… In generale, il clima italiano sta infatti diventando più caldo e più secco, in particolare nel Sud, a partire dal 1930. Nello stesso tempo, in tutta l’Italia settentrionale, l’intensità delle precipitazioni è andata crescendo negli ultimi 60-80 anni, con un aumento del rischio di alluvioni in questa regione, in particolare nella stagione autunnale quando il rischio di alluvioni è massimo..” (fonte: ISPRA, Ministero dell’Ambiente). Quindi: non si può continuare a cementificare, ad aggiungere superfici e cubature inutili alla nostra penisola, in cui il 70% dei Comuni è a rischio idrogeologico. Non si può continuare con la logica dell’emergenza: costa troppo in termini economici ed etici. Si deve, invece, risanare il territorio, riqualificare e ristrutturare gli edifici esistenti: l’edilizia e l’economia possono ripartire anche da qui! O, laddove non se ne possa fare a meno, bisogna costruire secondo buon senso, usando criteri di ecocompatibilità e bio-ediliza. Il costo di costruzione sarà maggiore? No, se a questi costi delle 4 mura di cemento tirate su in fretta saremmo poi costretti ad aggiungere quelli per il risanamento del territorio, per i danni alle aziende, per i morti inutili. Nell’analisi costi benefici, la buona economia deve metter in conto tutti i costi, compresi i potenziali danni e vantaggi.

Le isole di buona economia. Per fortuna, in questo campo sono diverse le isole di buoneconomia emerse grazie al buon senso e al genio italico. Ve ne segnalo alcune di certo degne di nota. 1. Il Paese – albergo. Invece di costruire nuove e decontestualizzate  strutture turistiche (spesso veri e propri ecomostri), alcuni avveduti amministratori locali hanno stretto partnership con imprenditori responsabili per promuovere il recupero di centri storici e di borghi antichi a fini turistici, trasformandoli appunto in Paesi Albergo. I luoghi non sono così nè deturpati, nè snaturati, perchè la “comunità originaria” continua a fare la sua vita in loco. Anzi, i progetti più sostenbili sono proprio quelli in cui la popolazione locale viene coinvolta nell’investimento e la gestione del PA. Ve ne sono in tutta la penisola, cercateli!  2. L’ecovillaggio di Pescomaggiore. A volte non si può fare a meno di costruire, come dopo un terremoto. Così, dopo la tragedia dell’Aquila del 6 aprile 2009, un gruppo di cittadini si sono rimboccati le maniche e, con il supporto volontario di geometri e architetti  hanno costruito 7 villette eco-sostenbili, integrate nel territorio e sicure, con pochissime risorse economiche (esclusivamente donazioni private). 3. L’auto-costruzione. L’idea viene dal nord Europa, e da qualche anno l’associazione Alisei supporta progetti di auto-costruzione in molte regioni italiane: Le amministrazioni offrono pratiche burocratiche semplificate e sussidi e alcune banche attente al territorio (ne parleremo in un altro post) fanno crediti agevolati. ci si mette insieme con amici, immigrati, o futuri vicini di casa. E la casa si costruisce collettivamente, lavorando il fine settimana e nelle feste. Si arriva così ad abbattere i costi fino al 40%, si sfugge agli speculatori e si instaura, da subito, un clima di buon vicinato, integrazione e solidarietà, necessario a qualsiasi comunità.

Letture e links utili. Libri su cemento selvaggio: F. Erbani, L’Italia maltrattata, Ed. Laterza, 2003; Links: 1) Ecovillaggio in Abruzzo =http://eva.pescomaggiore.org ; 2) Autocostruzione = http://www.alisei.org/italia/autocostruzione.html

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Informazioni su albertocorbino

Alberto Corbino è l'autore dei blogs: https://labuonaeconomia.wordpress.com ; http://ventanillas.wordpress.com ; http://italiain3b.wordpress.com http://edabpm.wordpress.com . Per ulteriori info, visitare la pagina: "l'autore di questo blog"
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