Isole n° 4: il buon regalo

Natale a Napoli (foto A. Corbino, 2009)

Il racconto. “Ho sempre pensato al Natale, quando arriva, come ad un tempo di bontà; tempo di gentilezza, di perdono, di amore; il solo tempo che io conosca nel lungo calendario dell’anno in cui gli uomini e le donne sembrano concordi ad aprire i loro chiusi cuori liberamente, ed a pensare agli uomini al di sotto di loro come se fossero davvero dei compagni nel viaggio verso la tomba, e non un’altra razza di creature dirette ad altri lidi.” Charles Dickens, A Christmas Carol, 1843

Il mare tempestoso. C’è poco da dire. A quelle sue parole forse non credeva neanche Dickens, e di certo non sembrano crederci oggi tutte quelle persone per cui Natale non è più gesùbambino, con la sua nascita carica di simbolismo, ma è invece babbonatale, con la sua panciona da grande obeso, la sua slitta carica di pacchi infocchettati. Natale è il momento dela follia collettiva, della corsa al superfluo, dello spendere per dimostrare, per ricambiare non si sa cosa. Sarebbe bello, per una volta, arrivare al 25 dicembre dicembre, incontrarsi con chi si vuole davvero incontrare, e dirsi: il mio regalo a te è il mio tempo, la mia sincerità, le mie notti insonni assieme a te, la mia spalla per piangere e per ridere, oggi e per i giorni che verranno. Una sorta di promessa matrimoniale formato famiglia. Vero è che scambiarsi doni è comunque un bel gesto… e forse è davvero “culturalmente irrinunciabile” per molti. Lo comprendo: ma, se allora regalo deve essere, che almeno “buon regalo” sia.

Le isole del buon regalo. Per una volta, le isole possiamo essere noi, orientando la nostra spesa natalizia. Il che, è importante sottolinearlo, non significa fermare l’ecnomia, ma orientrala verso un sentiero di responsabilità e sostenibilità: i soldi che spendiamo vanno a beneficio di produttori a noi vicini, non inquinano, danno ossigeno ai saperi locali. Con i nostri soldi possiamo, più o meno direttamente, addirittura far rivivere borghi abbandonati, tradizioni dimenticate,  incoraggiare chi caparbiemente si sotna a coltivare la terra e a pascolare pecore nell’era della globalizazzione. Facciamo quindi regali intelligenti. Cosa acquistare dunque? Prodotti tipici: appena potete, invece di andare ad accalcarvi nelle strade del centro, fate una scampagnata alla scoperta degli angoli nascosti della nostri regioni, scrigni senza fondo di diversità culturale. Mangiate in una trattoria tipica e ritornate con vino, olio d’oliva, miele, salumi, formaggi e artigianato artistico. Ecco pronti, con l’aggiunta di un piccolo ed economico fiocco, graditissimi regali (a volte, specie sotto Natale, è possibile avere piccoli  fiere di prodotti locali proprio sotto casa vostra). Prodotti del Commercio equo e solidale: caffè, zucchero cioccolata e artigianato proveniente dai Paesi del sud del mondo i cui prezzi sono decisi all’origine dai produttori riuniti in piccole cooperative (vi spiegherò tutto con calma prossimamente; per ora: fidatevi!). In alternativa scovate qualche negozio di prodotti biologici italiani, che fanno bene alla salute e alla natura. Regalate soggiorni in agriturismo e viaggi in genere, perchè il viaggio è conoscenza (evitate possibilmente quelli organizzati, poi vi spiego!). E poi: acquistate parole e musica: concerti o buoni dischi e buoni libri rilassano, aprono la mente, danno emozioni. Oppure abbonamenti a riviste e periodici di informazione utile (!). Tutte cose di cui abbiamo un grande bisogno. E approfittatene voi stessi per regalarvi musica che non ascoltate e libri che non leggete. In più un consiglio, trasversale a tutti quelli di prima: cercate di evitare di acquistare articoli con troppi imballaggi (come l’indistruttibile polistirolo) e di usare tonnellate di carte e nastri per impacchettare i regali. I regali sono come le persone: conta il contenuto, non il contenitore. E poi di spazzatura ce n’è già troppa (io scrivo da Napoli, la cosa è terribilmente seria!). Per finire due regaloni. Uno molto impegnativo, ma è il migliore che ci sia: adottate un bambino a distanza (ma attenzione a chi affidate i vostri soldi, perdete un po’ di tempo ad approfondire). O almeno, se non ve la sentite, regalate “donazioni” a associazioni e organizzazioni serie, di quelle che cercano davvero di rendere il mondo un posto più accettabile (Amnesty, Mani Tese, Emergency, Greenpeace,… ce ne sono molte: cercate di conoscerle e.. adottatele!). Il secondo, non costa nulla ma fa bene a molti: regalate silenzio. Un bene preziosissimo e sempre più raro, soprattutto nelle nostre città.

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Informazioni su albertocorbino

Alberto Corbino è l'autore dei blogs: https://labuonaeconomia.wordpress.com ; http://ventanillas.wordpress.com ; http://italiain3b.wordpress.com http://edabpm.wordpress.com . Per ulteriori info, visitare la pagina: "l'autore di questo blog"
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3 risposte a Isole n° 4: il buon regalo

  1. renato ha detto:

    Bravo, sono daccordo!!
    Ciao,
    ren

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  2. Luca Cavallaro ha detto:

    Beh non c’è che dire sono d’acordo pienamente con le tue parole,io metterei tra i regali,anche, un grande e caloroso abbraccio, di quel che ti fanno sentire fisicamente accolti da altre persone,ed è per questo che, se non ci vediamo prima di Natale, io ti invio il mio abbraccio, affinchè ti possa riscaldare ovunque tu sia.Ciao Luca

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