buona economia e responsabilità fiscale

Graffito polacco (foto A. Corbino, 2009)

Il Sole 24 Ore, come gli altri principali quotidiani del Paese, riporta oggi estratti del Rapporto 2010 della Guardia di Finanza. Ecco alcuni dati (agghiaccianti) per introdurre il nostro ragionamento e per comprendere la vastità e la complessità del fenomeno: 1) 8.850 (parenti a 10mila!!!!) contribuenti completamente sconosciuti al fisco, che hanno occultato reddito per oltre 20 miliardi di euro e non versando IVA per 2,6 mld. 2) complessivamente ricavi e compensi non denunciati hanno sfiorato quota 50 mld (il 46% in più rispetto al 2009), di cui 10,5 all’estero (in particolare: Lussemburgo e Svizzera.. viva l’Europa!); 3) 30,4 mld di Irap evasa (+ 700%); 4) sequestrati alle mafie patrimoni per 3 mld euro; 5) sequestrati 110 milioni di prodotti contraffatti e pericolosi; 6) smascherati 4.500 (!!!) falsi invalidi e finti poveri; 7) denunciate 1.131 persone per aver riciclato 3 mld di euro; 8 ) sequestrati 2.000 punti di scommesse clandestine; 9) 3.135 arresti per droga e sequestri di oltre 20 tonnellate di stupefacenti.

Per dare un peso ancora maggiore a questi dati mi permetto di ricordare quanto segue: a) la finanziaria (ddl stabilità) 2011 vale solamente circa 5,8 mld di euro!!!, cioè un decimo circa dei ricavi non dichiarati cui si è fatto cenno b) 25.000 euro lorde farebbero la felicità e la stabilità di tanti lavoratori e (e famiglie) oggi disoccupati o precari! Quanti ricercatori, infermieri, insegnanti, assistenti sociali, poliziotti, finanzieri, potremmo pagare se tanti non evadessero il dovuto??? Pensateci quando le ambulanze non arrivano, quando le aule dei nostri figli sono sovraffollate, quando le gazzelle dei carabinieri non possono vigilare perchè manca la benzina; pensate se la colpa non è anche, un poco, del ristorantino giapponese preferito (nessun riferimento a quello di fronte al San Carlo di Napoli) che non ti fa una ricevuta manco se lo preghi in ginocchio…

Le cause di questa scandalosa situazione sono molteplici e di certo un ruolo fondamentele gioca la scarsa fiducia nella istituzioni e in come queste usano i nostri soldi. Ed è certo un serio campanello d’allarme (che suona a vuoto da troppo tempo) che alcune delle icone nazionali sia siano macchiate di infedeltà fiscale (tra gli altri Luciano Pavarotti, il mio mito Valentino Rossi, Dolce&Gabbana) ed è forse ancor più grave al posto di essere puniti e socialmente emarginati questi individui siano invece stati perdonati se non “coccolati” dalla Stato (a D&G è stato affidato il design della nazionale di calcio per i Mondiali 2010!). Ma la ricerca delle cause non è obiettivo di questo post, nè tantomeno del blog che cerca invece di capire cosa ognuno di noi può fare per contribuire a costruire un’economia più responsabile, anche nei suoi aspetti fiscali.

Innanzitutto (pare ovvio, ma non diamolo per scontato): essere noi stessi contribuenti responsabili, per quanto assurdo possa sembrarci. Mi vengono poi in mente 2 azioni, una diretta e l’altra indiretta. La prima: ognuno di noi è cliente, consumatore, acquirente, almeno una volta ogni giorno: il trancio di pizza, la riparazione del lavandino, la “pezza” al mercatino, l’affitto di casa, tutto ciò che viene pagato deve avere una ricevuta che comprovi il passaggio di denaro in cambio del bene / servizio. Pretendete scontrino (controllate che sia fiscale) o fattura e non fidatevi del negoziante che vi propone sconti in cambio del mancato scontrino. Chi incassa a nero non vi fa nessun piacere, anzi: non paga l’Iva nè imposte su quell’incasso (quindi oltre il 30%, ben oltre lo sconto a voi proposto) e costringe voi a pagare la parte di tasse che lui non ha pagato. Sul sito della Guardia di Finanza vi sono una seri di consigli utili su come evitare di rendersi complici dell’evasione fiscale (http://www.gdf.gov.it/GdF_per_il_cittadino/Consigli_Utili/info-2066592569.html).  La seconda cosa che possiamo fare è un’azione indiretta, di quotidiana protesta e denuncia finalizzata a migliorare l’efficacia ed efficienza dei servizi pubblici, dai disservizi in ospedali o nei trasporti agli sperchi delle opere pubbliche mai finite, alla scarsa manutenzione urbana. L’efficacia della spesa pubblica è difatti un incentivo fondamentale per ricostruire quel rapporto di fiducia tra cittadino-contribuente e Stato – sanguisuga e per evitare che lo scoramento porti ad occultare redditi che spesso servono per acquistare beni o servizi privati sostitutivi della prestazione pubblica (la scuola privata invece della pubblica,…). Così facendo, nel lungo periodo si potrà forse riuscire ad affermare anche in Italia il principio del dovere di contribuzione (riconosciuto tra l’altro nella Costituzione) come necessario all’esistenza stessa di un sistema economico nazionale e di una nazione.

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Informazioni su albertocorbino

Alberto Corbino è l'autore dei blogs: https://labuonaeconomia.wordpress.com ; http://ventanillas.wordpress.com ; http://italiain3b.wordpress.com http://edabpm.wordpress.com . Per ulteriori info, visitare la pagina: "l'autore di questo blog"
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2 risposte a buona economia e responsabilità fiscale

  1. Alberto Corbino ha detto:

    Come precisato da un’articolo del 10 febbraio 2011, è necessario un cambio di mentalità. Solo così meno tasse!
    http://www.repubblica.it/economia/2011/02/10/news/evasione_fiscale_recuperati_25_4_miliardi-12286992/?ref=HREC1-3

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  2. Alberto Corbino ha detto:

    Su Facebook Luca Bottura di Radio Capital ha inaugurato, assieme ad altri collaboratori, un gruppo intitolato “Amici dello scontrino e della ricevuta fiscale”, nel quale si fa cultura della legalità e della fiscalità (chi deve dare la ricevuta, quando? chi è esente?..), ci si scambia suggerimenti su come chiedere lo scontrino agli esercenti reticenti, si denunciano le piccole evasioni quotidiane…
    Iscriversi fa sì che ci si senta meno soli in questa quotidiana battaglia di civiltà. Purtroppo per vincere l’altra battaglia, l’altra faccia della medaglia, cioè la lotta agli sperperi e a favore di una maggior efficienza della spesa pubblica, ci vuole ben altro di un gruppo fbk. AC

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