Il capitale delle relazioni – recensione

Il capitale delle relazioni, AE, 2010

Il Capitale delle relazioni” a cura del Tavolo per la Rete Italiana dell’Economia solidale, Altraeconomia edizioni, 2010, pagg. 200, € 14,00.

 Il sottotitolo “come creare e organizzare gruppi d’acquisto e altre reti di economia solidale, in cinquanta storie esemplari” svela la doppia faccia di questo utile libro, che è un manuale pratico di “organizzazione sociale” e, allo stesso tempo, storia e geografia della rivoluzione di economia solidale che sta attraversando, con passo lento ma deciso, la nostra martoriata penisola.

Il libro è curato dal Tavolo della Rete Italiana dell’Economia Solidale (Res), ed è quindi un lavoro a più mani; mani callose, quelle di chi queste 50 storie le ha realmente scritte tramite interminabili riunioni, duro lavoro nei campi, gioiosa organizzazione di fiere e veglie di resistenza al potere mafioso. Questo è certamente il valore aggiunto di questo libro, che parla in maniera semplice di esperienze reali, portando casi organizzativi concreti.

Il libro è inoltre prezioso perché, come si diceva, è uno spaccato ampio e variegato su quell’universo di piccoli attori che l’economia ufficiale (quelle dei Ministeri e delle Accademie) si ostina a non riconoscere e che invece ha fatto dell’Italia un caso studio unico al mondo di efficace ed efficiente alternativa economica e sociale.

Fin qui quello che ho trovato, e che ho trovato entusiasmante fin quasi alla commozione. Ma ci sono anche cose che non ho trovato e che inducono alcune riflessioni. 1) Scarsi riferimenti economici. Se è pur vero che il focus del libro è l’organizzazione, è anche vero che, date per scontato la sostenibilità ambientale e sociale, l’economia solidale ha bisogno di dimostrare la sua sostenibilità economica, che è il vero nodo cruciale. I pur utili riferimenti all’aumento del numero di espositori e di visitatori alla fiere, o ai maggiori margini di guadagno che i produttori ottengono appoggiandosi a un GAS, non sono a parer mio sufficienti a (di)mostrare la validità economica di questi progetti. 2) La scarsa rappresentazione e rappresentanza del Mezzogiorno tra le 50 storie esemplari, solo in parte giustificata dal fatto che questa rivoluzione è partita e si è radicata al Nord. Tanto invece è dovuto alla incapacità delle tante associazioni del Sud a mettersi insieme, organizzarsi e fare massa critica per poter esprimere progetti di lungo periodo e di ampio respiro. Altrettanto peso ha l’incapacità di comunicare (organizzazione e comunicazione sono 2 punti deboli tipici nel non profit) i propri piccoli o grandi risultati, di fare rete con l’esterno e di attirare l’attenzione di interlocutori pur interessati come la redazione di AltraEconomia.

Giudizio: da leggere e consigliare anche a chi non abbia un interesse specifico in materia.

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Informazioni su albertocorbino

Alberto Corbino è l'autore dei blogs: https://labuonaeconomia.wordpress.com ; http://ventanillas.wordpress.com ; http://italiain3b.wordpress.com http://edabpm.wordpress.com . Per ulteriori info, visitare la pagina: "l'autore di questo blog"
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