Beni confiscati: fai un pacco alla camorra

La sorridenti donne della Coop. Caffè Lazzarelle (immagine da : Elle.it)

In Italia già la legge 575 del 1965 recante “Disposizioni contro le organizzazioni criminali di tipo mafioso, anche straniere”, prevedeva la confisca dei beni sequestrati di cui la persona, nei cui confronti è instaurato il procedimento, non possa giustificare la legittima provenienza e di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulti essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo in valore sproporzionato al proprio reddito,
dichiarato ai fini delle imposte sul reddito, o alla propria attività economica, nonché dei beni che risultino essere frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego.

Nel 2010 (L. 50 del 31 marzo) è stata istituita la ANBSC “Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata“, sul cui sito è possibile avere un’aggiornata visione della complessità dell’attitvità di confisca e, di conseguenza, della vastità dell’impero delle mafie in Italia. Al 31/12/2010 sono ben 11.234 (solo tra immobili ed aziende) i beni confiscati, di cui 1.377 aziende. A parte l’enormità dei numeri, ciò che colpisce e non va trascurato è che l’unica regione immune è ad oggi la Val d’Aosta, mentre grave (come dovrebbe essere ormai noto a tutti) comincia ad essere il bilancio anche per le regioni del Nord: Lombardia (963) , Piemonte (135), Emilia Romagna (107), Veneto (84).

Ciò che il sito ANBSC non racconta, ma che invece è purtroppo ben noto a chi in lavora in quell’agenzia e a tutti coloro che, nelle istituzioni centrali o periferiche come nelle associazioni e nelle parrocchie, lavora affinchè quei beni siano assegnati e poi successivamente ben gestiti, è che spesso le mafie non godono a vedere lo Stato e la società civile trionfare, facendo buon uso di quelli che erano i loro beni. Minacce agli operatori sociali, campi e oliveti bruciati, ditte che disertano le gare di appalto per le ristrutturazioni, sono atti di intimidazione all’ordine del giorno nelle terre dominate dalle mafie. Le cronache di questi giorni (13 novembre) raccontano della Nazionale di Calcio chiamata ad allenarsi da don Ciotti e Libera sul piccolo campetto di Rizziconi, nella Piana di Gioia Tauro, nato su un terreno confiscato alla ‘ndrangheta, che era stato devastato 2 volte perchè volevano farci una discarica. A volte anche un gioco corrotto come il calcio può ritrovare purezza tramite l’impegno sociale: una storia, speriamo finita bene.

Un’altra storia di confische che pare stia andando bene è quella di alcune realtà sociali campane che si sono messe assieme per realizzare un pacco natalizio contro la camorra (fare un pacco dalle nostre parti significa: dare un fregatura, come ricorda il famoso film di Nanni Loi Pacco, doppiopacco e contropaccotto).

“Facciamo un Pacco alla Camorra” è il risultato di un progetto in rete che coinvolge cooperative sociali che, attraverso il riuso produttivo e sociale dei beni confiscati alla camorra su “Le Terre di Don Peppe Diana”, hanno coltivato e trasformato prodotti che oggi hanno tutti i requisiti di alta qualità e vogliono porsi all’attenzione di un commercio equo e sostenibile. Ma la più grande risposta alla sfida è stata l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate nelle attività di recupero e gestione degli stessi beni confiscati. Acquistare il pacco della camorra, o promuoverne la vendita è il modo migliore per contribuire allo sviluppo di un’economia alternativa a quella camorristica, un’economia sociale che, mentre dà dignità e lavoro a soggetti svantaggiati, costruisce una nuova Comunità, da terra di camorra a Terre di don Diana.

L’innovazione sociale che porta alla lenta rivoluzione economica che stiamo compiendo, passa anche da questi nostri gesti di impegno quotidiano, perchè economia non è un termine neutro, mai!

Il link del Progetto: lazzarelle e pacco camorra. Contatti: caffelazzerelle@gmail.com          AC

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Informazioni su albertocorbino

Alberto Corbino è l'autore dei blogs: https://labuonaeconomia.wordpress.com ; http://ventanillas.wordpress.com ; http://italiain3b.wordpress.com http://edabpm.wordpress.com . Per ulteriori info, visitare la pagina: "l'autore di questo blog"
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