I tesori del territorio: il cimitero delle 366 fosse a Napoli

Ascoltando sulla fossa 295 la storia delle anime del Cimitero delle 366 fosse (foto: A. Corbino, Napoli, 2011)

Qualche giorno fa alcuni amici hanno organizzato una visita ad uno dei tanti tesori nascosti di Napoli, scrigno senza fondo nel quale per secoli natura e uomini hanno profuso tutti i loro migliori frutti: puoi viverci, dedicarci weekend e vacanze a girarla, curiosare, ma prima o poi ti ritrovi sempre con l’aria stupita di fronte all’improvviso miracolo.

Ecco svelatoci del Cimitero delle 366 fosse, concepito nel 1762  dall’ingegno dell’architetto fiorentino Ferdinando Fuga su richiesta del ministro Bernardo Tanucci, a 3 anni dalla partenza di Carlo di Borbone per la Spagna. L’opera sembra essere l’elemento complementare al vicino e Albergo dei Poveri ideato nel 1751 dallo stesso architetto per accogliere la vita del popolo indigente nella capitale del Regno delle due Sicilie: uno ospitava la vita, l’altro la morte. Il  numero 366 deriva dal fatto che ogni fossa (4×4 metri, per 10 di profondità) era destinata ad ospitare i morti di quel giorno (365 + il giorno bisestile). Un’idea semplice, pratica e allo stesso tempo geniale, per dare ai parenti un luogo dove piangere i loro cari, risolvendo a un tempo i problemi di igiene derivante dalla sepoltura nella fossa comune dell’Ospedale degli Incurabili, al centro della città.

Il Cimitero monumentale Santa Maria del Popolo è ormai privato, gestito dalla omonima congregazione, che ha poi dovuto ospitare cappelle di napoletani più abbienti, il che ha permesso anche di tenere in piedi il cimitero. La visita è stata possibile da Antonio De Gregorio, da sempre fedele custode di quelle anime e innamorato dell’eredità storica e umana della sua città.

Può apparire fuori luogo parlare in questo blog di cimiteri e monumenti. E invece no: il primo passo per una buona economia locale è conoscerne e riconoscerne il valore, appassionarsi alla sua storia antica e contemporanea, attivarsi come hanno fatto il custode, gli organizzatori e noi visitatori affinché questi tesori tornino a risplendere, facendone fulcro e motore di una ritrovata identità e di un turismo vero, desideroso di capire, oltre gli stereotipi.

In Italia, tutto ciò è possibile. A Napoli, luogo vero nel bene e nel male, non ancora reso artificiale dal turismo, tutto ciò viene facile. Da quando 6 anni fa cominciai le mie lezioni itineranti a Napoli con l’Associazione di turismo responsabile il Vagabondo (www.ilvagabondo.org) , osservando i volti soddisfatti o commossi di quanti mi hanno seguito per vicoli e piazze, mi ritrovo sempre a dire: “E’ facile: Napoli fa tutto da sé”.

Credo molto nell’individuo come agente di cambiamento. L’economia la facciamo noi, passo dopo passo, gesto dopo gesto. L’importante è che gli individui prendano coscienza del valore proprio e del proprio agire quotidiano, facciao rete e diventino comunità. Per fare questo occorre fare un primo passo: la conoscenza. Ed è a questo che serve il mio blog.

Per maggiori informazioni sul cimitero: www.cimiterodelle366fosse.com/ . Sul sito trovate anche un rimando al video della trasmissione Ulisse sul Regno delle Due Sicilie dove si parla anche del primo cimitero pubblico in Italia: http://www.cimiterodelle366fosse.com/index2.html . AC

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Informazioni su albertocorbino

Alberto Corbino è l'autore dei blogs: https://labuonaeconomia.wordpress.com ; http://ventanillas.wordpress.com ; http://italiain3b.wordpress.com http://edabpm.wordpress.com . Per ulteriori info, visitare la pagina: "l'autore di questo blog"
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Una risposta a I tesori del territorio: il cimitero delle 366 fosse a Napoli

  1. Anonimo ha detto:

    Me lo sono perso, ma farò modo di recuperare, questo e quant’altro Alberto mi farà scoprire di questo immenso patrimonio di conoscenze che è Napoli!

    Mi piace

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