La malapianta. Recensione

'ndrangheta

La copertina del libro La Malapianta di Gratteri - Nicaso

La Malapianta  è una conversazione tra lo storico delle organizzazioni criminali Antonio Nicaso e Nicola Gratteri, uno dei magistrati più esposti nella lotta contro la ‘ndrangheta. Entrambi calabresi, Nicaso e Gratteri utilizzano l’espediente del dialogo per ricostruire la Malapianta anche attraverso l’esperienza di vita di Gratteri, figlio di gente comune  che avrebbe potuto seguire il comune destino di tanti ragazzi della locride e che invece ha scelto la strada della giustizia. In cambio di un giusto prezzo, La Malapianta fornisce al lettore l’opportunità di comprendere le origini e l’evoluzione di quella che oggi è considerata una delle più pericolose mafie al mondo e di capire anche il perchè questo sia potuto accadere. Gli autori individuano alcune tappe fondamentali dell’ascesa della ‘N.: 1) gli inizi degli spanzati di Monteleone e della picciotteria a Palmi; 2) la svolta politica dei tempi del golpe Borghese; 3) i sequestri di persona degli anni ’70 che consentirono l’accumulo di capitale; 4) il salto di qualità del traffico di droga, con l’attuale monopolio della cocaina; 5) i veleni e i rifiuti affondati in mare; 6) il delitto Fortugno con cui la ‘N. conferma di essere “un potere miltiare, economico e politico, che non accetta di essere messo in discussione nemmeno negli aspetti più mariginali“; 7) la strage di Duisburg del 2007, un passo falso della ‘N., ma anche un errore di sottovalutazione da parte delle autorità tedesche; 8) gli investimenti al Nord Italia, fenomeno sottaciuto dai media da oltre 20 anni – basti solo pensare che il Consiglio comunale di Badornecchia fu sciolto per infiltrazioni mafiose nel 1995; 9) le filiali estere, tramite le quali la ‘N. conferma la sua vocazione ad essere una delle più accreditate multinazionali del crimine organizzato; 10) le radici, in cui Gratteri racconta il suo percorso di vita (da tempo vive sotto scorta) e 11) il paese dei campanelli, in cui si analizzano alcuni aspetti critici del sistema istituzionale e giudiziario, incluso il decreto intercettazioni (allora in discussione). Il tutto con un linguaggio estremamente chiaro e accessibile.

Credo che la più degna recensione a questo libro ben architettato e perfettamente argomentato stia nelle battute finali tra Nicasio e Gratteri. N.: Ogni volta che torno in Calabria (N. insegna presso atenei USA, ndr.) non c’è per me spettacolo più straziante e incomprensibile del vedere lo scempio che il potere pubblico e il potere criminale hanno fatto di questa terra stupenda… Se questi mammasantissima pieni di soldi avessero avuto rispetto – loro che farneticano di rispetto – della propria casa, .. la Calabria sarebbe ora meno povera e più sicura. Invece è tutto usurato. La lotta alla ‘ndrangheta, la vita di quei pochi magistrati che come lei la combattono, la presenza dello Stato, la speranza, i sogni“. G.: Non bisogna mai perdere la forza di combattere e di resistere. Ce la possiamo ancora fare, soprattuto se cominiciamo a mettere seriamente in discussione l’antimafia parolaia, quella del giorno dopo. E’ il momento di fare, come ci ricorda spesso Don Luigi Ciotti” .

Nicola Gratteri, conversazione con Antonio Nicasio, La Malapianta – la mia lotta conto la ‘ndrangheta. Mondadori, 2010; pagg. 180, € 9,50.

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