L’impero della cocaina. Recensione

copertina Impero cocaina

L'eloquente copertina del libro di Andrea Amato "L'Impero della cocaina"

La cocaina è la vera regina dei mercati contemporanei. Nessun’altra commodity al mondo è come lei: nessun’altra merce ha i suoi margini di profitto, nessuna ha le sue curve di crescita della domanda. Il libro L’impero della cocaina di Andrea Amato racconta la nascita (nelle foreste colombiane), la vita (attraverso i porti e gli aeroporti di mezzo mondo) e la morte (nelle narici di consumatori sempre più giovani) di questo oro bianco e di quanti quotidianamente la creano, la trafficano, la spacciano, la consumano e la combattono. Il libro andrebbe letto anche solo per premiare il coraggio dell’autore che, insieme all’amico fotografo Alberto Giuliani, ha seguito le tracce del ciclo vitale della cocaina, con i rischi che possiamo ben immaginare. I due si ritrovano nell’ordine: catapultati da un elicottero in un’operazione di sequestro di una raffineria alle FARC da parte della polizia antinarcotici colombiana (3 morti!); arrestati dalla polizia colombiana per essersi troppo interessati al capo dei paramilitari – trafficanti delle AUC Salvatore Mancuso (di origine italina); gentilmente invitati ad allontanarsi mentre due cosche calabresi che si fronteggiano apertamente nella piazza principale di un paesino calabro; infiltrarsi nel supermercato della droga di viale Bligny 42 a Milano.

L’altro motivo per cui leggere questo  libro è per capire qualcosa della cocaina, e rendersi conto che ogni giorno un esercito crescente di persone spende dai 70 (a Milano)  ai 45 euro (a Napoli) per un grammo di cocaina[1]: nel suolo capoluogo lombardo, secondo l’OEDT (Osservatorio Europeo su Droghe e Tossicodipendenze), vi sarebbero 180.000 (leggasi 180mila!) consumatori abituali (leggasi NON occasionali) che ogni anno sniffano circa 6 tonnellate di droga. Se la matematica non è un’opinione: 6 tonn. = 6.000 chili X 70.0000 euro /kilo = 420.000.000 (leggasi 420 milioni) di euro è il ricavo derivante solo dalle vendite ai soli consumatori abituali nella sola Milano. Altro motivo per leggere il libro è capire il potere della ‘ndrangheta, la mafia di cui fino a poco fa nessuno parlava, e che invece oggi è non solo monopolista della cocaina (i narcos colombiani si fidano ciecamente della serietà professionali delle  ‘ndrine) ma anche capace di condizionare pesantemente l’economia di molte regioni a Sud come a Nord  (Lombardia, Piemonte, Liguria in testa). In ultimo direi che vale la pena leggerlo perché molti sono i capitoli dedicati agli eroi silenziosi che combattono con pochi mezzi e molto coraggio la guerra alla cocaina, primi tra questi le forze dell’ordine e la magistratura in Italia.

E così giungiamo all’unica nota stonata del libro, non dovuta (suppongo) all’autore ma alla casa editrice, che in quarta di copertina richiama Con un’intervista a Nicola Gratteri, il “Giovanni Falcone” della ‘ndrangheta. Credo che questo parallelo sia fuori luogo perché mi sembra un uso a fini commerciali di due persone che, con quotidiana e silenziosa abnegazione, hanno scelto di dedicare la vita a combattere le mafie (e auguriamo a Gratteri di poterlo fare per altri cento anni!). Ma ciò nulla toglie al valore del libro e al coraggio e alla capacità investigativa e descrittiva del suo autore (chapeau!). AC

L’Impero della cocaina, di Andrea Amato, Newton Compton Editori (Controcorrente), 2011, pagg. 204, € 9,90.

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[1] Il prezzo di Milano è riportato dall’autore, mentre il prezzo di Napoli lo ho tratto da altra fonte: Gigi di Fiore “Fare fuori la vecchia guardia – l’ordine del baby boss latitante” su Il Mattino, del 12 gennaio 2012, pag. 34

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Informazioni su albertocorbino

Alberto Corbino è l'autore dei blogs: https://labuonaeconomia.wordpress.com ; http://ventanillas.wordpress.com ; http://italiain3b.wordpress.com http://edabpm.wordpress.com . Per ulteriori info, visitare la pagina: "l'autore di questo blog"
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