Occupy Scampia: il popolo (dis)occupa i politici

In cerca di scoop a Occupy Scampia (foto: A. Corbino, 2012)
In cerca di scoop a Occupy Scampia (foto: A. Corbino, 2012)

Bye Micheal, I am going to Occupy Scampia. I will let you know. Ti faccio sapè. Saluto veloce in chat Michael, uno degli storici attivisti dei GEO, collettivo USA per l’economia solidale tra i promotori di Occupy Wall Street,  e prendo la metro direzione Piscinola, periferia di Napoli e, vox populi, terradicaino, periferia del mondo. Nelle ultimissimi giorni, anche sui quotidiani, è corsa voce di una manifestazione per protestare contro la camorra che tiene sotto scacco questo quartiere-super drug market. Qualcuno ha preso in prestito lo slogan più in voga del momento “occupy..” che fa tanta scena e non si paga il copyright. Mando sms a Elisabetta: appena tornata da una missione ACNUR in Ecuador, avrà forse voglia di un po’ di partecipazione di casa nostra, in memoria dei tempi in cui le nostre organizzazioni, Mani Tese e Amnesty, occupavano piazza de Martiri, il salotto buono della città, con banchetti traboccanti di sudore e di idee. Eli accetta entusiasta, salta sulla metro e mi chiede aggiornamenti. “Mah.. ci sono state polemiche perchè dicevano che gli abitanti di Scampia avevano accettato un coprifuoco della camorra…. ed ovviamente era una bomba giornalistica. E poi una delle principali promotrici è la deputata PD Pina Picierno, ex Margherita, quella che fu candidata capolista in un collegio campano alle scorse politiche, in sostituzione del vecchio De Mita.. che sbattè la porta in facca a Veltroni – salvo magari imporre una giovane della Margherita che, guarda caso, si è laureata in Scienze della comuncazione sul linguaggio politico di De Mita (1). Io poi non mi ricordo che questa Picierno fosse stata una pasionaria anticamorra.. ma la mia memoria è pessima, si sa.”. Eli arriccia il naso, forse nella sua testa anche lei fa calcoli che non tornano: Scampia + camorra + De Mita + Terremoto Irpinina 1980 +  fondi pubblici ricostruzione + camorra…(2)”. Vabbè, basta fare i soliti pensieri disfattisti all’italiana, che siamo quasi arrivati. Capolinea, Piscinola station dice la voce dell’altroparlante e una bimbina si diverte a ripeterlo mentre la mamma le allaccia il cappellino. Fa freddo, ma non freddissimo e non piove, di tanto in tanto al massimo… skizzikea! Ma forse la Picierno, che a fine manifestazione dirà su twitter “pure il tempo è colluso” (3) soffre molto il freddo…  La gente aspetta paziente un bus, tra le pozzanghere.

Sono le 18, siamo in ritardo di un’ora rispetto all’orario a cui la Picierno, tuonando la mattina al Caffè di Radio Capital contro le belve dalla camorra, aveva dato la carica e l’appuntamento. Meglio così pensiamo, almeno la manifestazione sarà nel suo pieno. E’ buio e la strada non me la ricordo bene, ‘sti palazzoni sono un dedalo tutto uguale: ci avviciniamo a un gruppo fuori a un bar e chiediamo di piazza Giovanni Paolo II, dove c’è il centro Mammùt. A Napoli si dice Màmmut, e forse è da questo che i nostri intelocutori, dopo averci indicato la stada, capiscono che siamo forestieri e ci rassicurano “ci sta una manifestazione, e ci stanno pure le forze dell’ordine“… rimarcando con forza la seconda parte della notizia, per sottolinearne la straordinarietà. Grazie, buonasera.  Costeggiamo le famigerate Vele scenario del film Gomorra (che di notte sono ancor più un cesso) e giungiamo sul grande spiazzale. Già da molti metri si vedono i lampeggianti delle auto della polizia ferme, e i furgonicini e le antennone delle televisioni. 80-100 persone al massimo, di cui… “Eli, qui ci sono più poliziotti e politici che gente comune“. “Per non parlare di giornalisti“, ribatte lei. Effettivamente è tutto un brulicare di taccuini e telecamere, c’è pure nel centro una mega tv che rimanda – ironia della sorte – il giornalista leghista Gianluigi Paragone versione cantante, abbracciato a un chiatarrone. Forse c’è una diretta TV. Non farò in tempo a saperlo! Riconosciamo anche alcuni politici locali, di quelli che invidi perchè ti pare che non facciano mai un cavolo per vivere: c’è l’uomo-telefono dei verdi che da 10 anni fa finta di non conoscermi, il giovane rottamatore PD che fatica a darti la mano perchè si crede un po’ Obama de noantri… insomma pleonastica fauna locale. Pure i BROS, gli agguerriti corsisti-disoccupati storici, sempre numerosissimi quando c’è da farsi vedere, sono poco più del numero sufficiente a reggere uno striscione.

Il commento della serata, che disertiamo volontieri dopo una ventina di minuti circa, lo lascio al Mattino di Napoli di oggi (4): ” OccupyScampia, il quartiere diserta l’iniziativa. I residenti: una passarella per i politici, ora basta“.. Ma quale coprifuoco? Basta strumentalizzazioni su un quartiere che chiede una cosa sola: lavoro – urla ai microfoni Giovanni Maddaloni… titolare di una palestra nel quartiere. Se volete fare davvero qualcosa per questa gente, impegnatevi qui per un paio d’ora, ma tutti i giorni… Spiega Luca Zappoli, attivista del Mammut : se davvero si vuole fare qualcosa di buono per il quartiere, bisognerebbe farlo sempre, magari coinvolgendo chi, come noi, lavora con i ragazzi tutti i giorni“.

Chissà se la Picierno quest’appello lo ha sentito o era troppo impegnata a rilasciare interviste, a prendersela con giovepluvio.   Chissà se oggi starà pensando perchè, dopo 4 anni di parlamento, la gente comune (e di certo poco attenta come me) la ricorda solo per quella sua adorazione demitiana, per una querelle su una mutanda leghista e non come eroina dell’anticamorra… Colpa del tempo, certo!

Ci avviamo, abbastanza schifati, verso la metro. Sulle colonne della piazza un manifesto firmato dalle associazioni locali invitano i cittadini a non spettacolarizzare nè criminalizzare Scampia, e ad intervenire al prossimo carnevale dei bambini in piazza.  “Ci porto Giulia”, dice Elisabetta, una bella idea per occupy Scampia with love! (allego comunicato stampa: Comunicato stampa Mammut Occupy + Carnevale 2012 )

Se non l’avessi visto con i miei occhi, confesso che questo post sarebbe stato probabilmente incentrato sulla Napoli che non lotta contro la camorra e la droga ma che crede solo nei miracoli della Madonna, considerato che il giorno prima c’erano 30mila napoletani al Palavesuvio a vedere la veggente di Medjugorie. Ma vista da vicino, la realtà mi è apparsa differente. La gente, quella vera che ogni giorno vive questo quartiere lontana dai riflettori e dal parlamento, che porta i figli a scuola e poi va a lavorare e poi magari impegna il tempo libero nel volontariato, questa gente ha mandato una messaggio chiaro: ha disoccupato la politica, sperando che ne nasca una diversa.

Dopo 800 metri di buche, pozzanghere e qualche cumuletto di monnezza (non è Scampia, è semplicemente Napoli), siamo di ritorno a Pisicinola station. Un uomo cerca di vendere biglietti già usati… da poco. Tra gli spiritosi graffiti che “colorano” le mura della scala a chiocciola che ci porta su alla stazione, molto bella e pulita, ci viene l’idea di sdrammatizzare questo flop in ciò che queste due ore sono state: una gita “fuori porta” (che dovremmo fare più spesso) in cui il tempo è passato veloce, come in una storia d’amore tra un ” piccola esageratamente ‘nnamurato ‘e te” a un  ” e mo nun c’ rompr cchiù o cazz!”AC

Graffiti a Scampia (foto: A. Corbino, 2012)
il nostro graffito preferito a Piscinola station! (foto: A. Corbino, 2012)

il nostro graffito preferito a Piscinola station! (foto: A. Corbino, 2012)

 

 

 

 

 

(1) http://www.partitodemocratico.it/doc/45679/pina-picierno-una-giovane-al-posto-di-de-mita.htm   (2) http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/biografia.aspx?id=54  ; (3) Il Mattino di Napoli, 4/02/2102, pag. 39; (4) Adolfo Pappalardo: Il Mattino di Napoli, 4/ 02/2012, pag. 43

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Informazioni su albertocorbino

Alberto Corbino è l'autore dei blogs: https://labuonaeconomia.wordpress.com ; http://ventanillas.wordpress.com ; http://italiain3b.wordpress.com http://edabpm.wordpress.com . Per ulteriori info, visitare la pagina: "l'autore di questo blog"
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