I misteri dell’Ospedale degli incurabili

Il secolare albero di canfora nell'Orto medico dell'Ospedale degli Incurabili (foto: A.Corbino, Napoli, 2012)

Tesori nascosti del Sud, terza puntata, sempre a Napoli, il cui ventre è fonte di continue sorprese. Barbara, Manuela e Melinda, sempre loro, brave e belle – belle e brave, irrefrenabili ed entusiaste nonstante il tempaccio, questa volta hanno organizzato la visita allo storico Ospedale degli Incurabili ed alla farmacia. Vero che faceva freddo e pioveva assai assai ma, ai non napoletani e ai napoletani che lo ignorano, va subito detto che non eravamo là per farci curare (l’Ospedale è tutt’oggi attivo) perchè Gli Incurabili fu fondato nel 1522 su quella che allora era detta “collina di Caponapoli” e la farmacia, interna allo stesso ospedale, nel 1700. Trattasi quindi di storia e, come ci ricordano le nostre guide, medici operanti nello stesso nosocomio (fuori dell’orario di lavoro, non facciamo facili battute, signori leghisti), tra cui il prof. Gennaro Rispoli, un ospedale è forse il luogo migliore per ricostruire la storia. Nonostante ci sia tanto da “acconciare” la farmacia è semplicemente mozzafiato: camminando sulle guide per non rovinare il prezioso pavimento, scopriamo la maestria degli artigiani artisti dell’epoca (c’è anche una collezione di stupefacenti dipinti del ‘500 provenienti da tutti gli ospedali storici della città, di fatto di proprietà della ASL Na1) e l’ingegno di quanti, con continue sperimentazioni, avevano fatto della farmacia un luogo di eccellenza per il regno. Grazie alla farmacia l’Ospedale degli Incurabili è stato il primo esempio di ospedale inteso non solo come luogo di ricovero ma anche di possibile cura, perchè in farmacia venivano confezionate e portate in pochi minuti al paziente le medicine allora ritenute necessarie. Non male, visto che parliamo di trecento anni fa. Nel Museo dell’Ospedale, ospitato nel Convento delle (ex prostiute) pentite, sono invece conservati tutti i reperti di scienza medica, ivi incluso un corpo-umano – puzzle tridimensionale in carta pesta, costituito da centinaia di pezzi (fantascienza, per l’epoca!). E poi tanti coltellacci, tenaglie e stampe con terrbili immagini che ci fanno ricordare quanto siamo fortunati a vivere ai tempi dell’anestesia e delle grandi tecnologie mediche.

Che altro dire? La costante di queste visite ai luoghi meno conosciuti di Napoli sono tre: 1) l’abbondanza e la qualità del patrimonio artistico-culturale-architettonico; 2) l’abbandono in cui questi tesori versano, segno della incapacità e mancata volontà degli enti pubblici – ladri e ignoranti, senza attenuanti – di tutelarli e valorizzarli; 3) l’importanza del volontariato per fare non far morire questa città (e credo che sia un ragionamento estendibile a molti altri luoghi in Italia). Difatti la visita è stata resa possibile grazie all’interesse dell’associazione Il Faro di Ippocrate, che nell’ottobre 2011 è riuscito a far ottenere (mi immagino la fatica.. meglio 24 ore di sala operatoria) al Museo delle Arti Sanitarie e di Storia della Medicina lo status di Museo di interesse regionale (e vulev’ pure verè..) e, nonstante la mancanza di fondi, ad inauguare il museo. E’ proprio grazie al volontariato dei medici del Faro di Ippocrate e alla loro sapiente guida scopriamo che è qui che Giuseppe Moscati curava e sperimentava un approccio più empatico alla cura del paziente; che l’Ospedale era considerato, trecento anni fa, un modello organizzativo ospedaliero, in cui venivano accettati solo due studenti da ogni regione d’Italia (padania inclusa) che, una volta laureatisi, tornavano a casa a diffondere il verbo. Un modello.. eravamo un modello per un intera nazione, per l’Europa. E mentre sento queste parole ricordo quanto letto solo poche ore prima sulla pagine de il Mattino:”Ospedale del Mare: danno erariale di 26 milioni di euro… Storia per molti versi emblematica per gli sprechi di pubblico denaro erogati a vuoto“.. e mi viene un po’ da piangere. AC

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Alberto Corbino è l'autore dei blogs: https://labuonaeconomia.wordpress.com ; http://ventanillas.wordpress.com ; http://italiain3b.wordpress.com http://edabpm.wordpress.com . Per ulteriori info, visitare la pagina: "l'autore di questo blog"
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Una risposta a I misteri dell’Ospedale degli incurabili

  1. Anonimo ha detto:

    …Alberto Corbino…:)

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