L’isola di Pasqua: finanza vs economia reale

Andrea baranes AUCIS Arcadia

Andrea Baranes con gli studenti di Arcadia University, Roma (foto. A. Corbino, 2012)

Ieri, al corso di Economics of Organized Crime and Social Innovation (Arcadia University, Roma), ho avuto il piacere di ospitare ancora una volta Andrea Baranes, neo-presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica (www.fcre.it), nonchè esperto della CRBM – Campagna della Riforma sulla Banca Mondiale (www.crbm.org).

Andrea ha tenuto un seminario intitolato “Mafia e finanza: scenari internazionali“, ed è questo il motivo per cui non si può dire che sia stato un gran piacere ospitarlo. Perchè, al di là della sua enorme competenza tecnica e del suo ottimo inglese (dote molto rara tra gli esperti italiani – roba da far impallidire il più noto prof. Monti), il tema che ha trattato è a dir poco deprimente. La premessa è che le grandi organizzazioni criminali mondali, tra cui quelle di casa nostra, per moltiplicare i loro profitti illeciti usano gli stessi strumenti dell’economia legale, tra cui l’elusione fiscale.  

Ma ciò che più conta è che Andrea ci ha fatto ragionare su quanto l’economia finanziaria non solo sia enormemente più grande dell’economia reale, ma quanto ne sia completamente avulsa e distaccata. In più: ci gioca anche contro. Gli strumenti finanziari “derivati” oggi a disposizione (tra cui CDS e CDO) permettono che l’economia finanziaria guadagni scommettendo contro l’economia reale: dal fallimento di uno Stato, dalla disperazione di milioni di lavoratori senza lavoro e imprenditori reali falliti,  grandi speculatori finanziari fanno montagne di soldi e di risate. Con queste premesse, ci vuole quindi poco che qualcuno spinga – anzi, diciamo le cose come stanno, paghi tanti bei irresistibili soldi per: a) far dare un ottimo rating a strumenti finanziari totalmente inaffidabili così che le banche e piccoli e grandi investitori ne facciamo incetta e b) far andare fallito uno Stato, magari scrivendo discreditanti articoli su riviste internazionali specializzate, magari promuovendo un downgrading (basato su .. cosa? impressioni!*), da parte di questa agenzie di rating che, ops, sono pagate dalle stesse grandi compagnie finanziarie.

Tanto per darvi un esempio della sproporzione tra finanza ed economia reale: secondo i dati riportati da Baranes, nel 2009 il PIL mondiale era di 60.000 miliardi di dollari, mentre i derivati valevano a 780.000 miliardi di dollari. Cioè la sola finanza dei derivati valeva 13 volte più  dell’economia reale. E ancora, sempre nel 2009, il valore dell’import – export mondiale era di 15.000 milardi di dollari/ anno, mentre il solo commercio delle valute (quindi: fatto al computer, senza che ci si scambi un bene prodotto realmente) era di 3.500 milardi di dollari /GIORNO. Se così stanno le cose, non è difficile credere che, dovendo dividere la stessa casa (la Terra) l’inquilino gigante faccia il prepotente con quello minuscolo.  

L’economia finanziaria è oggi (volutamente tenuta) fuori controllo ed è talmente grande da non interessarsi più di come vada l’economia reale, tanto ci guadagna comunque. E’ il prodotto dell’ingegno umano (mal applicato; i derivati sono il frutto malato di geni della fisica e della matematica che avrebbe potuto scervellarsi su altro.. se li avessero pagati abbastanza!) che si rivolta contro l’uomo.

Attenzione: non bisogna criminalizzare finanza, credito, banche, guai! Essi sono solo strumenti concepiti e nati, in origine, per sostenere l’economia reale. Il problema è che sono diventati il DIO assoluto, non più lo strumento ma l’obiettivo e la sbornia finanziaria degli ultimi 30 anni ci ha fatto dimenticare che erano al servizio della comunità e non viceversa. 

Moai

Alcuni degli oltre 600 Moai dell'Isola di Pasqua (fonte: www)

L’esempio che mi piace fare è quello dell’isola di Pasqua. Come tutti i popoli antichi, anche gli abitanti di quell’isola avranno avuto la loro religione animista. Dio è in tutte le cose: nel mare, nelle piante, nel sole, negli animali e crederci ti aiuta ad andare avanti. Il problema arriva quando Dio diviene idolo, viene assolutizzato, non nel senso di unificato, ma di sacrificare a quest’idea ogni cosa: ecco il taglio degli alberi per costruire e trasportare i Moai, le enormi statue di pietra, fino ad arrivare al taglio dell’ultimo albero con conseguente morte di ogni forma di vita e abbandono dell’isola stessa da parte della popolazione. Morale della favola: la religione, come la finanza, non è un problema, ma l’uso che se ne fa può diventarlo.  

Due pillole per capire quello di cui parliamo. La prima è un breve video (suggeritoci in classe da Luigi Tocchetti, docente di International Finance presso Arcadia): un operatore finanziario indipendente, tale Alessio Rastani, viene intervistato dalla BCC sulla situazione economica attuale. Non è chiaro chi sia costui: pare non sia un broker famoso, ma ciò importa poco. A noi interessa che sia riuscito a sintetizzare in poche parole quello che la finanza internazionale pensa dell’economia reale: crepa pure, tanto io guadagno lo stesso e forse di piùhttp://www.youtube.com/watch?v=kD4-LjwOIsE .  E tutto con la benedizione dei governi di tutto il mondo che non riescono/vogliono risolvere la situazione nelle (troppe) sedi di governance internazionale.

Locandina di Inside Job (fonte: www)

L’altra pillola, che è più un suppostone, è il docu-film Inside Job, grande, grandissimo prodotto indipendente (USA, 2010, Premio Oscar) in cui, tra immagini e diagrammi che riescono a spiegare in maniera molto semplice gli astrusi meccanismi della finanza, vengono intervistati i grandi protagonisti della finanza internazionale, del mondo accademico, dei governi… e tutto diventa molto chiaro per noi e imbarazzante per loro, che sono dei bastardi senza Dio se non il denaro. Dovete vederlo (è anche sottotitolato in italiano).. e cercate di comprarlo legalmente: è per una buona causa. http://www.youtube.com/watch?v=FzrBurlJUNk   

Esistono le alternative a questo sistema? Sì. Io sono convinto che ciascuno, nel suo piccolo, possa fare qualcosa per ribilanciare di millimetro in millimetro il sistema. In America la campagna Move you Money incoraggia a spostare i propri risparmi dalle grandi banche di Wall Street ai piccoli istituti locali (lett.: sposta i tuoi soldi, http://moveyourmoneyproject.org/ ; Banca Popolare Etica ha da poco attivato un’omologa iniziativa: non con i miei soldi www.nonconimieisoldi.org). In Italia, Banca Etica, le Mag o le Banche di Credito Cooperativo sono un’alternativa che vale la pena esplorare. AC

* E’ questa l’ammissione di un responsabile di un’agenzia di rating di fronte alla Commissione al Senato USA. D.: “Perchè avete dato un ottimo giudizio a banche che sono fallite dopo pochi giorni? R.: “I nostri rating si basano solo su impressioni!” (fonte: film Inside job).

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Informazioni su albertocorbino

Alberto Corbino è l'autore dei blogs: https://labuonaeconomia.wordpress.com ; http://ventanillas.wordpress.com ; http://italiain3b.wordpress.com http://edabpm.wordpress.com . Per ulteriori info, visitare la pagina: "l'autore di questo blog"
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