Fratelli di sangue. Recensione.

La copertina di Fratelli di sangue

Fratelli di sanguestorie, boss e affari della ‘ndrangheta, la mafia più potente del mondo è insieme un libro di storia, economia e antropologia culturale a firma di due coraggiosi italiani: il procuratore della Repubblica Nicola Gratteri e lo scrittore e docente universitario Antonio Nicaso. Entambi calabresi, i due autori hanno dedicato alla ricerca e alla divulgazione della giustizia e della verità la loro intera vita. Dedicare la vita a una causa come combattere la criminalità organizzata significa anche rischiare la propria vita. Ed è questo un rischio ben noto ai due autori, che continuano però la loro battaglia quotidiana senza compromessi. Mai come in questo caso, l’acquisto di un libro (peraltro alla 7° ristampa) è doppiamente utile: da un lato si apprendono informazioni utili per comprendere la devastante invasione economica e sociale dell’esercito ‘ndrangheta; da un altro si conferma agli autori che non sono soli in questa battaglia.

Confesso che il mio primo e più pressante pensiero mentre leggevo il libro è stato piuttosto cupo, qualcosa tipo: se i nostri politici o dipendenti pubblici avessero anche solo un decimo della dignità (dell’essere uomo = omertà) di un affiliato alla ìndrangheta, che pur di non tradire la causa è disposto a morire o a marcire in galera, l’Italia sarebbe un Paese migliore. Lo so, è un pensiero controverso, paradossale, sembra quasi esaltare questi mafiosi. La verità è che io sono fermamente convinto che il primo male dell’Italia sia l’infedeltà di molti suoi servitori: “quasi 2 condanne al giorno per i funzionari pubblici” titolava il Corrriere della Sera commentando il rapporto 2011 della Corte di Conti sulla corruzione (1). Certo non bisogna mai generalizzare, mai fare di tutta l’erba un fascio: sappiamo bene quanta onestà e competenza ci sia nel Pubblico italiano. Ma quasi 2 condanne al giorno non possono essere più considerate un’eccezione, sono sistema. E sono convinto che è a causa di questo sistema, a causa e grazie a questi squarci nella legalità che la criminalità organizzata ha potuto diventare così ricca, potente, radicata, onnipresente nella nostra nazione, al Sud come al Nord.

Tornando al libro, ma col pensiero fisso al fatto che i mafiosi spesso pagano con la vita o con l’ergastolo mentre i corrotti in giacca e cravatta vivono di privilegi e poi al massimo si fanno pochi anni di galera, penso che questo sia un libro da leggere assolutamente per diversi motivi: a) è un libro informato, come il più scrupoloso dei manuali di storia (20 pagine di note), ma scritto come il più semplice dei romanzi; b) riesce a far capire davvero quanto la ‘ndrangheta, come le altre mafie, sia radicata nella storia (e NON nel DNA, attenzione all’equivoco leghistucci ignorantucci) del meridione e sia figlia della storica mancanza di Stato e di diritti in queste terre; c) ci spiega quello che io definisco la cornice antropologica della ‘ndrangheta, con i suoi miti, i suoi riti di iniziazione, i patti di sangue che non posso essere traditi; d) denuncia il suo strapotere, tracciando desolanti mappe di territori dove, invece dei nomi di sindaci e presidenti di province, ci sono i cognomi della famiglie dominanti, in Emila Romagna come in Australia. Infine vi è un’interessantissima appendice che riporta i rituali e la terminolgia delle ‘ndrine, così come raccontate dai collaboratori di giustizia.

Insomma: leggere per informarsi, leggere per resisitere, leggere per cambiare il Sud e l’Italia. Un ennesimo grazie agli autori (dopo quelli per “Malapianta”): siamo fieri di voi.

Fratelli di sangue” di N. Gratteri e A. Nicaso, Mondadori, 2009. Ora anche in Piccola biblioteca Oscar Mondadori, pag. 394, 7° edizione, 2012, € 10,50 (li vale tutti!)

Note: (1) Corriere della Sera, 17/02/2012, pagg 1, 2, 3

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Informazioni su albertocorbino

Alberto Corbino è l'autore dei blogs: https://labuonaeconomia.wordpress.com ; http://ventanillas.wordpress.com ; http://italiain3b.wordpress.com http://edabpm.wordpress.com . Per ulteriori info, visitare la pagina: "l'autore di questo blog"
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