Insicurezza sul lavoro nel salotto di De Magistris

Il cantiere della Metro di piazza Municipio a Napoli (foto: A. Corbino, 26 aprile 2012)

Da napoletano confesso di provare un certo disagio, anzi una notevole vergogna a pubblicare questo post. Perché credo di amare la mia città e vorrei fare come tanti, che riescono solo a parlare delle vele e del mare ritrovati cantando ” scurdammoc ‘o passato, simm ‘e napul, paisà!”. Ma non posso. Perché non si può tacere di fronte a quello che stamattina ho visto, a cento metri da Palazzo San Giacomo, la sede del Comune, il luogo in cui il nostro infaticabile sindaco Luigi De Magistris e la sua giunta si recano al lavoro ogni giorno con la promessa di cambiare il nostro piccolo mondo antico. Vorrei chiarire: non è un attacco al sig. Sindaco, né alla sua giunta: probabilmente stanno facendo il loro massimo, probabilmente quello che hanno fatto in pochi mesi è più di quello che altre giunte hanno fatto in 20 anni… ma forse non è abbastanza. Perché se a 100 metri da palazzo San Giacomo, pieno centro della città, nel più grande cantiere cittadino, è possibile assistere alle scena cui io ho assistito poche ore fa, allora qualcosa non funziona.

Riassumo. Stamattina lascio alle 10.40 un’assolata piazza Plebiscito, dove avevo allestito uno stand per la manifestazione Ecologicamente (visitatela!). Dovendo andare a Roma per lavoro, avevo deciso raggiungere a piedi  il vicino stazionamento del tram veloce n° 1, di fronte al molo Beverello, ingresso principale al porto. Il percorso che mi trovo a fare è quindi quello Porto turistico – Palazzo Reale che tanti turisti fanno ogni giorno. Il percorso, proprio a causa dei lavori per la metropolitana prospicienti Piazza Municipio, è obbligatorio: la passerella che costeggia il magnifico Maschio Angioino e permette una vista sugli incredibili lavori della nuova stazione metro, in cui , pare, una volta ultimati, sarà possibile ammirare anche gli importanti resti archeologici ritrovati accidentalmente durante gli scavi (un porto romano?). Sono un po’ in anticipo e mi fermo  un attimo rapito a osservare, per qualche minuto, l’imponenza degli scavi e dei macchinari al lavoro. Lo fanno i bimbi e i vecchi. Bello, il bello di Napoli che avanza, penso. Sono le 10,50 circa. La mia attenzione viene attratta da un (immagino) operaio che attende a naso all’aria un enorme carico di terra che ondeggia proprio sopra la sua testa. Sbracciandosi lo “aiuta a scendere”, accompagnandolo con la mano, come fosse il paniere della vecchia zia nei vicoli. Dopo pochi scatti me lo ritrovo che assiste seduto ai lavori delle scavatrici  in bilico su una impalcatura. Lui e i “macchinisti” non hanno il casco, i cinturoni, né i gilet gialli e arancioni. Niente. Guardo più in là e ne vedo tanti senza casco, e tutti più o meno vicini a gru e pale smuovi-terra in movimento. Non serva essere un esperto in sicurezza per capire che c’è qualcosa che non va. Decido di fare delle foto con una macchinetta semplice e con poca tecnica, quelle che pubblico di seguito. Alcuni turisti fanno lo stesso.. speriamo non notino missing helmets!

Vado via, devo prendere il treno. Ma non posso tacere. Sono fatto cosi’: nato scassacazzo –  i miei genitori mi ricordano appena ne hanno l’occasione! Cerco i vigili che in genere stanno all’ingresso del porto oppure all’incrocio appena sopra. ma nulla. Mentre sono al capolinea del tram, fermo una volante della polizia “ non è di nostra competenza territoriale, cerchi i vigili” rispondono cortesi. Ma i vigili, già lo so, oggi non ci sono. Salgo sul tram, e mi viene l’idea di chiamare il Comune. Non ho i numeri del centralino.. ma solo quello dell’assessore ai Beni Comuni, Alberto Lucarelli. Di necessità virtù. Non è l’assessore competente per questi temi, ma è un giurista serio, una persona per bene, e so che ci tiene a queste cose. Lo chiamo e mi risponde un suo gentile collaboratore: mi presento, gli racconto in 2 minuti quanto ho visto e lo prego di riferire. Arrivo alla stazione con una ventina di minuti di anticipo. Caffè? No, cerco i vigili urbani che oggi non ci sono neanche qui sul piazzale… forse sono tutti a controllare la ZTL messa per l’America’s cup, o sonoa impazzire di traffico ad un altro angolo della piazza più lontano, ma non ho il tempo di arrivarci.

Vado alla polizia ferroviaria. “ Noi non possiamo fare niente, chiami il 112 o il 113 e denunci”. Il treno sta per partire. Salgo. Chiamo i carabinieri, mi dicono “deve fare denuncia a una caserma” – “ ma sono in treno” – e da dove chiama lei ? – “ora sono sul treno che sta partendo da piazza Garibaldi”,  ma volevo denunciare diverse irregolarità sulla sicurezza nel cantiere metro di piazza Municipio a Napoli” – Ah, vabbè” Click!. Come vabbè? chissà se era un assenso alla denuncia, se vuol dire che andranno a controllare. Trovo, disturbando alcuni amici (perché sono un dinosauro tecnologico e il mio telefonino non va su internet), il telefono di un nucleo dei vigili urbani li’ vicino e non risponde nessuno (una solo luuunga prova); poi l’ufficio INAIL nazionale che mi rimanda solerte al numero dell’ufficio INAIL di Napoli di Poggioreale al cui centralino non risponde nessuno (una sola luuunga prova). A questo punto il cittadino si arrende e prende posto sull’AV sperando di addormentarsi di botto per svegliarsi  in una città altrettanto bella ma dove il rispetto per le regole – e per la vita umana – non sia sempre affidata a San Gennaro.

E invece di dormire chiamo Fabio, che dirige cantieri un po’ dappertutto e gli racconto quel che ho visto e lui mi conferma che le cose che ho visto non vanno bene. A fine telefonata, parte la solita discussione rassegnata tra napoletani – emigranti in cui ci si chiede come sia possibile che la città continui a vivere nel medio evo del diritto. Io, in particolare, da napoletano e da italiano mi chiedo: 1) è mai possibile che queste cose succedano in un cantiere tanto grande, che coinvolge ditte tanto grandi, e che tutto ciò avvenga sotto il naso di passanti e turisti e a 100 metri da dove risiedono stabilmente Sindaco, giunta, consiglieri e qualche centianio di vigili urbani? 2) Certo l’impresa deve controllare i suoi operai, ma è mai possibile che gli operai siano talmente incoscienti e ignoranti in tema di sicurezza? E non parlo di ignoranza tecnica, perché sono sicuro che hanno tutti il previsto certificato di frequenza al corso di formazione  previsto dalla legge, ma proprio di cultura della prevenzione. È mai possibile che il Sindaco di Napoli, che tanto tiene all’immagine di una nuova Napoli libera dal crimine e dall’illegalità, non guardi nel suo salotto e non sia capace di far rispettar le regole a due passi dalla sede del Comune? In ultimo: è mai possibile che un cittadino che voglia denunciare qualcosa di così grave, e la cui tempestiva denuncia potrebbe servire a evitare una della MILLE morti all’anno sul posto di lavoro nel nostro bel paese (e tanti soldi dell’INAIL, perdonerete il cinismo), debba trovare tanta indifferenza e tanta difficoltà nel farlo? Tanto lo so che non potete rispondermi.

Operai al lavoro nel cantiere della Metropolitana di piazza Municipio a Napoli (foto: A. Corbino, 26 aprile 2012)

Di seguito le foto (ore 10.50 circa, piazza Municipio, cantiere Metro, Napoli, 26 aprile 2012). Se avete problemi di bile non le guardate. Se no clickateci su per ingrandirle e godervi i dettagli.  Pace in terra agli uomini di buona volontà.

Agli altri: guerra senza tregua!

Sicurezza sul lavoro (?) al cantiere Metro piazza Muncipio (foto: A. Corbino, Napoli, 26 aprile 2012)

e ancora…. il leggero paniere calato dalla enorme zia gru viene accompagnato delicatamente con le mani

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Informazioni su albertocorbino

Alberto Corbino è l'autore dei blogs: https://labuonaeconomia.wordpress.com ; http://ventanillas.wordpress.com ; http://italiain3b.wordpress.com http://edabpm.wordpress.com . Per ulteriori info, visitare la pagina: "l'autore di questo blog"
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3 risposte a Insicurezza sul lavoro nel salotto di De Magistris

  1. felipe ha detto:

    la questione della sicurezza sui cantieri di lavoro è una questione annosa. Molto spesso i lavoratori trascurano le norme sulla sicurezza, sono più che certo che quei lavoratori hanno ricevuto istruzioni e dpi adeguati e magari sono ben riposti in auto. Quell’operaio che dà istruzioni per lo scarico del materiale (vestito adeguatamente per andare a prendere il gelato a Mergellina) non considera minimamente l’eventualità che parte del carico possa finirgli sulla testa (senza casco), che con i mocassini si scivola facilmente, che senza abbigliamento ad alta visibilità l’addetto a manovrare la gru magari lo confonde con un oggetto.
    Nel caso specifico rilevo la mancanza di controllo dei preposti alla sicurezza, che sono gli stessi che coordinano alla esecuzione dei lavori… dove era il responsabile di cantiere? e il direttore dei lavori sa che in quel cantiere si lavora infischiandosene di ogni più elementare regola dettata dal buon senso (prima di tutte le leggi specifiche)?

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  2. Anonimo ha detto:

    provato l’Ispettorato del Lavoro?

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  3. il carbonaro ha detto:

    si puo segnalare ogni tipo di irregolarita in materia di sicurezza alle asl territoriali ,presso gli uffici dello s.p.s.a.l. appartenenti alle ausl,oppure al d.t.l.direzione territoriale del lavoro e se questi fanno orecchie da mercante ,alla procura della repubblica tramite esposto.

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