Nuova economia responsabile a Londra 2012

Materiale in Mater-Bi allo stand Novamont a Terra Futura (foto: A. Corbino, Firenze, 2012)

Una volta, quando si parlava di nuova economia ci si riferiva al mondo dell’IT (Information Technology). Qualcuno forse lo fa ancora: l’IT e’ in fondo un settore sempre nuovo perche’ costretto a non invecchiare mai, a stare al passo con i tempi o, addirittura, a scandire il tempo stesso con i suoi ritmi forsennati.

A me piacerebbe che oggi, all’alba di quella rivoluzione economica che dovra’ per forza di cose scaturire da questa crisi epocale, al fine di definire la nuova economia si usasse invece il termine responsabilita’: una economia nuova, quindi rinnovata proprio in questo (ritrovato) senso di responsabilita’ verso i lavoratori (datori di lavoro, dipendenti, collaboratori), la comunita’ locale, l’identita’ regionale e nazionale, l’ambiente circostante e quello globale.

Non credo questi siano discorsi da freakettoni  e chi ancora pensa che lo siano e’ ignorante o e’ in mala fede (scegliete voi quello in cui piu’ vi riconoscete); ma questi argomenti rappresentano piuttosto le motivazioni di persone consapevoli che ormai sanno che responsabilita’, unita a coerenza e innovazione, sono la via unica per uscire piano ma efficacemente dalla crisi, e dare linfa vitale ad un sistema economico agonizzante in cui speculazione edilizia, truffe ai danni della UE e centri abbronzanti non dovrebbero piu’ trovare spazio.

Un esempio concreto, che vale 350.000 euro:  un’impresa italiana portera’ i suoi prodotti alle prossime Olimpiadi di Londra, un evento molto significativo dal punto di vista economico, tanto da rappresentare un punto di PIL per il Regno Unito (fonte: Affari&Finanza, 11/06/2012).

Si tratta di Ecozema, una media impresa (20 dipendenti, 4 milioni di fatturato) che ha vinto l’appalto – e una forte concorrenza internazionale, in primis quella cinese) per fornire 15 milioni di stoviglie alla mensa dell’olimpo.

L’innovazione e’ in questo caso, di tipo tecnologico: la famiglia di bio-plastiche mater-BI, che esce dallo stablimento di Terni della Novamont, dopo anni di investimenti e ricerche.

E la coerenza, vi chiederete? A mio modo di vedere, la coerenza consiste nel supporto economico che alcuni soggetti privati hanno dato da sempre a questo tipo di materiale e quindi di mercato, spingendo, con i loro acquisti, la diffusione del Mater-Bi. Un esempio,  piccolo forse ma non per questo meno significativo, sono le penne gialle con tappo blu che tutti i clienti e soci di Banca Etica conoscono da sempre. O gli involucri in cui vengono in cui vengono spedite alcune riviste del mondo del volontariato, tra cui quella di Mani Tese.

Gocce in un immenso lago? Forse, ma e’ anche grazie a queste gocce che il lago ha traboccato e  ha potuto farsi mare. A tal fine e’ quindi stata fondamentale la coerenza di chi, come Banca Etica e Mani Tese crede in certi valori, tra cui la tutela dell’ambiente e la riduzione dei rifiuti e le supporta ocn scelte coraggiose (e a volte scomodie in quanto piu’ onerose) nell’economia di tutti i giorni. Oggi il Mater-Bi della Novamont e’ commercializzato in una serie vastissima di prodotti, incluse le famose stoviglie olimpiche.

Se la coerenza (dei comportamenti) diventasse valore diffuso, se fosse acquisita la consapevolezza che giustizia sociale,  degrado ambientale, paesaggistico e disoccupazione, sono organi intimamente interconessi di uno stesso corpo malato che si chiama crisi e quindi se tutte le nostre azioni quotidiane di attori economici fossero ispirate a tale coerenza (cibo a chilometri zero, trasporto collettivo, finanza etica, ecc.), allora e solo allora noi avremmo trovato una forza propulsiva, una chiave di volta innovativa per uscire con forza dalla crisi e per creare un mercato diverso, solidale (da solidus = compatto).

Un mercato dove cioe’ non domini incontrastata la legge del piu’ forte ma quella del piu’ responsabile, e dove alla logica della competizione ad ogni costo si sostituisca una logica dell’interesse comune, ovvero del trovare un accordo tra le parti (produttore e consumatore, imprenditore e banche, governo e impresa) che non sono l’un contro l’altro armate, ma compatte in un obiettivo comune.

Le Olimpiadi di Londra hanno dimostrato che competere innovando e aumentando il proprio livello di responsabilita’ e’ quindi non solo possibile ma e’ anche una strategia preminate. AC

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Informazioni su albertocorbino

Alberto Corbino è l'autore dei blogs: https://labuonaeconomia.wordpress.com ; http://ventanillas.wordpress.com ; http://italiain3b.wordpress.com http://edabpm.wordpress.com . Per ulteriori info, visitare la pagina: "l'autore di questo blog"
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