Investire in welfare? Gli USA ci mostrano la via

Per il mio esordio sul portale Investire Oggi* ho scelto un tema che mi sta molto a cuore per vari motivi, non ultimo perché lo ritengo essere una condizione necessaria  a quella che io chiamo buona economia.

Durante il mio recente viaggio negli Stati Uniti ho cercato di approfondire, soprattutto parlando con la gente comune, la questione dell’assistenza sanitaria che, come è noto, rappresenta uno dei temi più controversi della loro politica interna. Gli Stati Uniti, la cui popolazione – sia chiaro – ammiro e invidio per altri motivi – si definiscono nel loro inno nazionale land of the free – terra dei liberi; ma nel Paese a stelle e strisce, in realtà, un padre di famiglia non ha neanche la libertà di correre giocando con i suoi figli, perché se cade e si frattura una gamba rischia la bancarotta. Di certo sono la home of the brave – casa del coraggioso, perché ci vuole molto coraggio a vivere così.

Certo, basterebbe farsi un’assicurazione. Ma quanto costa un’assicurazione più o meno  equivalente alla copertura totale che ci garantisce il nostro sistema sanitario e chi può permettersi quest’assicurazione? Non è facile dirlo, perché dipende da numerosi fattori. Ma secondo il Milliman Medical Index, nel 2012 una famiglia statunitense di 4 persone ha speso per assicurare la propria salute in media 20.728 dollari, con un incremento del 6,9% rispetto al 2011 (Dan Munro su Forbes.com, 18/5/12). E non è tutto: secondo una recente ricerca della Kaiser Family Foundation (2009, http://www.kff.org) la spesa delle assicurazioni mediche rappresenta solo il 64% della spesa dei privati in questo settore. È come dire che a quei 20.000 dollari ne vanno aggiunti altri 7.500: oltre 28.000 dollari è quindi quanto una famiglia di 4 persone spende in media in USA per potersi curare in maniera decente.

A questo punto è doveroso ricordare che secondo l’United States Census Bureau ilreddito procapite nel periodo 2006 – 2010 è stato pari a 27.334 dollari, mentre quello di una famiglia 51.914. Calcoli alla mano, una famiglia media dovrebbe spendere il 40% delle proprie entrate solo per acquistare una copertura medica assicurativa media. Inoltre, per citare il candidato presidente Mitt Romney e la sua ultimissima gaffe “il 47% degli americani non paga tasse sul reddito”… evidentemente perché hanno un reddito troppo basso! Ciò  comporta conseguenze che possono essere tragiche: secondo la citata ricerca della KFF, il 51% degli intervistati ha tenuto comportamenti rischiosi per la propria salute(dividere una pillola in due, ricorrere a medicazioni fatte in casa,..), evidentemente per non incorrere nel rischio di vedersi aumentare i premi assicurativi. E forse, aggiungo io, una percentuale ancora maggiore ricorre all’antico metodo “in God we trust”, come mi ha confessato lo sconsolato gestore di un caffetteria nel North Carolina.

Continuo a chiedermi come si possa vivere con un simile fardello sulle spalle. E come si possa essere produttivi, creativi e restare sereni in ufficio, in strada, a casa.

Sono convinto che questa non sia la via giusta per il benessere di una nazione, se per benessere intendiamo qualcosa che vada oltre il puro aspetto economico; mentre è di certo la via giusta per creare nazioni non di cittadini ma di schiavi soggiogati, persone sole non incoraggiate bensì impaurite dal capitale, con l’unica conseguenza di distribuire solo ingiustizia sociale e diffondere pericoloso malcontento.

Cercherò prossimamente studi comparativi sulla produttività nei paesi in cui assistenza sanitaria e istruzione siano diritti garantiti e  nei Paesi dove non lo sono, e vi aggiornerò.

Intanto, consapevole che il buon welfare non ha nulla a che vedere con le migliaia di truffe all’INPS o la corruzione della sanità pubblica che funestano la nostra amata Penisola, continuo a credere che per uscire dalla crisi ogni Paese dovrebbe rassicurare quanto più possibile i propri cittadini, estendendo diritti e non restringendoli.

Solo così potremo diventare una comunità più consapevole dei propri doveri, propensa al sacrificio, al rischio, a ripagare la fiducia che il nostro Paese avrà risposto in noi.Per il mio esordio sul portale Investire Oggi (18 settembre 2012) ho scelto un tema che mi sta molto a cuore per vari motivi, non ultimo perché lo ritengo essere una condizione necessaria  a quella che io chiamo buona economia.

Durante il mio recente viaggio negli Stati Uniti ho cercato di approfondire, soprattutto parlando con la gente comune, la questione dell’assistenza sanitaria che, come è noto, rappresenta uno dei temi più controversi della loro politica interna. Gli Stati Uniti, la cui popolazione – sia chiaro – ammiro e invidio per altri motivi – si definiscono nel loro inno nazionale land of the free – terra dei liberi; ma nel Paese a stelle e strisce, in realtà, un padre di famiglia non ha neanche la libertà di correre giocando con i suoi figli, perché se cade e si frattura una gamba rischia la bancarotta. Di certo sono la home of the brave – casa del coraggioso, perché ci vuole molto coraggio a vivere così.

Certo, basterebbe farsi un’assicurazione. Ma quanto costa un’assicurazione più o meno  equivalente alla copertura totale che ci garantisce il nostro sistema sanitario e chi può permettersi quest’assicurazione? Non è facile dirlo, perché dipende da numerosi fattori. Ma secondo il Milliman Medical Index, nel 2012 una famiglia statunitense di 4 persone ha speso per assicurare la propria salute in media 20.728 dollari, con un incremento del 6,9% rispetto al 2011 (Dan Munro su Forbes.com, 18/5/12). E non è tutto: secondo una recente ricerca della Kaiser Family Foundation (2009, http://www.kff.org) la spesa delle assicurazioni mediche rappresenta solo il 64% della spesa dei privati in questo settore. È come dire che a quei 20.000 dollari ne vanno aggiunti altri 7.500: oltre 28.000 dollari è quindi quanto una famiglia di 4 persone spende in media in USA per potersi curare in maniera decente.

A questo punto è doveroso ricordare che secondo l’United States Census Bureau il reddito procapite nel periodo 2006 – 2010 è stato pari a 27.334 dollari, mentre quello di una famiglia 51.914. Calcoli alla mano, una famiglia media dovrebbe spendere il 40% delle proprie entrate solo per acquistare una copertura medica assicurativa media. Inoltre, per citare il candidato presidente Mitt Romney e la sua ultimissima gaffe “il 47% degli americani non paga tasse sul reddito”… evidentemente perché hanno un reddito troppo basso! Ciò  comporta conseguenze che possono essere tragiche: secondo la citata ricerca della KFF, il 51% degli intervistati ha tenuto comportamenti rischiosi per la propria salute (dividere una pillola in due, ricorrere a medicazioni fatte in casa,..), evidentemente per non incorrere nel rischio di vedersi aumentare i premi assicurativi. E forse, aggiungo io, una percentuale ancora maggiore ricorre all’antico metodo “in God we trust”, come mi ha confessato lo sconsolato gestore di un caffetteria nel North Carolina.

Continuo a chiedermi come si possa vivere con un simile fardello sulle spalle. E come si possa essere produttivi, creativi e restare sereni in ufficio, in strada, a casa.

Sono convinto che questa non sia la via giusta per il benessere di una nazione, se per benessere intendiamo qualcosa che vada oltre il puro aspetto economico; mentre è di certo la via giusta per creare nazioni non di cittadini ma di schiavi soggiogati, persone sole non incoraggiate bensì impaurite dal capitale, con l’unica conseguenza di distribuire solo ingiustizia sociale e diffondere pericoloso malcontento.

Cercherò prossimamente studi comparativi sulla produttività nei paesi in cui assistenza sanitaria e istruzione siano diritti garantiti e  nei Paesi dove non lo sono, e vi aggiornerò.

Intanto, consapevole che il buon welfare non ha nulla a che vedere con le migliaia di truffe all’INPS o la corruzione della sanità pubblica che funestano la nostra amata Penisola, continuo a credere che per uscire dalla crisi ogni Paese dovrebbe rassicurare quanto più possibile i propri cittadini, estendendo diritti e non restringendoli.

Solo così potremo diventare una comunità più consapevole dei propri doveri, propensa al sacrificio, al rischio, a ripagare la fiducia che il nostro Paese avrà risposto in noi.

*(pubblicato su labuonaeconomia.investireoggi.it il 18 settembre 2012)

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Informazioni su albertocorbino

Alberto Corbino è l'autore dei blogs: https://labuonaeconomia.wordpress.com ; http://ventanillas.wordpress.com ; http://italiain3b.wordpress.com http://edabpm.wordpress.com . Per ulteriori info, visitare la pagina: "l'autore di questo blog"
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