Caro Letta, ho trovato i soldi (dell’IMU) *

Egregio sig. Presidente del Consiglio, mi sono deciso a scriverle questa breve nota perché convinto dagli occhi sgranati di circa 500 studenti dell’Istituto Don Milani di Montichiari (Bs), durante un seminario da me tenuto presso lo splendido auditorium della Bcc del Garda, venerdì scorso. Il tema che mi aveva dato da svolgere il mio ospite, il neo-presidio di Libera di Castiglione delle Stiviere era:  ”soldi puliti e soldi sporchi al tempo della crisi: la mafia, lo Stato e.. noi“. Mi sono preparato a quest’incontro mettendo insieme un po’ di cifre, per far saltar su alcune incongruenze della nostra politica economica. Ed è stato quindi per me inevitabile dedicare qualche slide a: “il gioco d’azzardo – quando lo Stato danneggia se stesso ed è complice delle mafie“. Tralasciando la seconda parte, perché è noto a tutti quanto le mafie controllino larghe fette del gioco d’azzardo legale (vero?!), passo a illustrare, sinteticamente, questo caso estremo di masochismo di Stato. Partendo dal presupposto che “l’Imu nel 2012 ha portato nelle casse dello Stato e dei Comuni 23,7 miliardi, di cui 4 derivanti dall’abitazione principale (Cristiano Dell’Oste – da Il Sole 24 Ore, data odierna), le segnalo una ricerca condotta da Matteo Iori per CONAGGA (Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d’Azzardo), riportata dalla rivista Valori n° 106/2013. Basandosi sul fatto che l’IVA per i giochi è all’11%, si calcola che la mancata IVA (cioè la differenza tra quanto incassato e quanto dovuto se l’IVA fosse, come per la maggior parte dei prodotti, al21% ) ammonta a 3,6 miliardi di euro. Cioè: se solo il governo equiparasse l’aliquota IVA del gioco d’azzardo, che provoca dipendenza e danni (che lo stesso studio calcola pari a 6 miliardi di euro), a quella dei fiori (21%) anziché ritenerlo sano e trasparente al pari del miele (10%), recupererebbe quasi quanto cerca disperatamente di recuperare con l’IMU sulla prima casa. Un’aliquota IVA dovrebbe essere decisa anche in base all’utilità del bene, o alla sua potenziale dannosità, credo. Ora, onorevole Letta, caso particolare e polemiche sull’IMU a parte, è chiaro che questa coincidenza fornisce agli studenti e al sottoscritto il pretesto per porre a lei, al governo e al parlamento tre domande:  1) ma davvero siete tanto secchioni? 2) se sì, perché invece di fare soli i secchioni da scrivania non scendete per strada a parlare con la gente e vi lasciate contagiare con un po’ di buon senso? 3) perché  vi ostinate ad accanirvi come iene su una carcassa agonizzante continuando a raschiare il fondo del barile della decenza e della pazienza di lavoratori dipendenti, pensionati, artigiani, professionisti e medio-piccoli imprenditori allo stremo della forze, invece di recuperare risorse  e credibilità da quegli immensi giacimenti della vergognache oggi si chiamano gioco d’azzardo,  evasione ed elusione fiscale, corruzione? Perché? Ahimè, temo di conoscere quest’ultima risposta. E temo la conoscano anche i giovani  studenti del Don Milani di Montichiari, a cui dobbiamo invece altre risposte e un futuro migliore.

* pubblicato il 13 maggio 2013 sul portale: investireoggi.it

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