Invertire i parametri dello sviluppo al Sud: una buona pratica nel casertano *

Invertire i parametri dello sviluppo al Sud: una buona pratica (02 aprile 2013)

 

Arriva dalle vituperate e malfamate terre di Caserta, quelle ormai ingiustamente note solo per la malversazione del clan camorristico dei Casalesi, un ottimo esempio di buona economia: il progetto RES – RETE ECONOMIA SOCIALE, promosso dall’APS Comitato don Peppe Diana e tante altri enti no-profit, in partnership con numerose istituzioni locali e con il supporto finanziario della Fondazione con il Sud. Il territorio di implementazione del coincide infatti con sette Comuni ricadenti nell’ambito territoriale sociale C2 (ex legge 328/00) che ha il suo ufficio di coordinamento proprio a Casal di Principe. Il progetto, che più che innovativo potremmo definire rivoluzionario in considerazione della realtà territoriale,  intende promuovere un modello di sviluppo locale integrato fondato sull’infrastutturazione di economia sociale, che renda produttivi i patrimoni immobiliari confiscati alla criminalità organizzata, perseguendo “l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini” e incrementando capitale sociale nella legalità. Il programma di sviluppo integrato si snoda su tre obiettivi d’intervento:

– Promuovere e implementare pratiche e filiere d’economia sociale attraverso l’uso dei beni confiscati alla camorra in un’ottica di rete;
– Promuovere le libertà positive delle persone, a partire da quelle più svantaggiate, e il rispetto per le diversità culturali per costruire comunità educative e solidali, valorizzando le buone pratiche di inclusione sociale e i modelli innovativi di welfare;
– Rendere accessibile, trasparente e valutabile da parte dei cittadini, l’azione delle pubbliche amministrazioni locali per lo sviluppo locale sostenibile e il contrasto alla criminalità organizzata.

E’ un progetto molto complesso che ha alla base una ridefinizione dei parametri che definiscono il concetto stesso di sviluppo o l’ottenimento di benefit o incentivi. Parametri nuovi, ispirati non più al mero fatturato (che sappiamo quanto possa essere “inquinato” da queste parti) bensì all’economia sociale che: a) saranno definiti nel Contratto di rete e del Programma comune di rete; b) troveranno applicazione anche nella creazione di unmarchio collettivo etico, con specifiche strategie per i settori agroalimentare sociale e turismo responsabile c) saranno alla base dell’istituzione e delle modalità gestionali di unfondo patrimoniale comune, che funzioni anche come fondo di garanzia per il microcredito, funzionale all’attuazione del programma comune di rete.

Per quelle terre una bella sfida e una importante occasione per recuperare credibilità agli occhi del mondo. Buona fortuna.

Per info:  www.fondazioneconilsud.it, http://www.esperienzeconilsud.it

* pubblicato il 2 aprile 2013 su: labuonaeconomia.investireoggi.it

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Informazioni su albertocorbino

Alberto Corbino è l'autore dei blogs: https://labuonaeconomia.wordpress.com ; http://ventanillas.wordpress.com ; http://italiain3b.wordpress.com http://edabpm.wordpress.com . Per ulteriori info, visitare la pagina: "l'autore di questo blog"
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