Isole di buona economia nel Nord Ovest *

Per la quarta tappa il laboratorio itinerante sulla nuova- buona economia promosso dalla Fondazione Culturale Responsabilità Etica (Gruppo Banca Etica) si è fermato nella splendida Torino, visitando o incontrando realtà del mondo profit, no-profit e istituzionale, con viva e vibrante soddisfazione per la vitalità e la varietà degli interlocutori.

Abbiamo visitato (e pranzato biologico presso) la gioiosa Casa del Quartiere di San Salvario, un progetto promosso e realizzato dall’Agenzia per lo sviluppo locale di San Salvario onlus che ha preso in concessione per 30 anni lo stabile degli ex bagni municipali in partnership con Città di Torino, Fondazione Vodafone, Compagnia di San Paolo, Circoscrizione 8 e con oltre 30 enti no profit. Un perfetto esempio di comeriqualificare un quartiere partendo dal basso e, soprattutto, dalla buona organizzazione.
Poi abbiamo visitato il Poliambulatorio Polis, ideato dalla Coop Soc. Esserci e dal Gruppo Arco, per offrire, a prezzi calmierati, servizi sanitari altamente professionali(cure odontoiatriche, counseling familiare, sostegno psicologico).
E siamo riusciti ad assistere alla riapertura – rinascita del Bar Italia Libera, una volta di proprietà della ‘ndrangheta.

Nel secondo giorno di lavoro, ospiti del gruppo Abele nella splendida Oasi di Cavoretto, abbiano incontrato una serie di realtà del ribollente laboratorio di Buona Economia di Torino e dintorni, a partire da alcune istituzioni: 1) l’Osservatorio di economia civile della Camera di Commercio di Torino che da due anni redige il Report socio-economico di territorio e di distretto bilancio sociale di territorio in Val Pellice e Val Susa, per valutare l’impatto delle cooperative sociali.
2) La Fondazione Rosselli: istituto di ricerca (nato 25 anni fa) si occupa di economia e comportamento  e nasce dal’idea che l’economia non è una scienza matematica ma sociale e psicologic; sta oggi lavorando su un nuovo modello di finanza pubblica per il welfare.
3) I 50 GAS (gruppi di acquisto solidale – muovono 100mila euro di prodotti collettivi all’anno) e le RES (Reti di Economia Solidale) che si sono dati un’organizzazione per curare meglio l’attività di logistica che ora viene e gestita (e retribuita) da un gruppo di cooperative;
4) ConfCooperative e di LegaCoop, che ci hanno ricordato  quanto il movimento cooperativo Piemontese sia solido (3 mld di euro fatturato – 2% del PIL piemontese; un piemontese su 5 è un cooperatore Lega Coop. Le 3 più grandi coop sociali piemontesi hanno 70 milioni di euro di fatturato in totale) e proteso verso il futuro (soprattutto tramite ilMercato inter-cooperativo, tra cui il mix tra coop di abitanti e coop soc. di tipo A).
5) Il Social club , un’associazione di promozione sociale di primo e secondo livello, una rwete che riunisce 30 coop sociali ed ha come associati gli enti e i singoli lavoratori (2500 lavoratori / associati). Hanno attivato con Banca Etica un servizio di microcredito con accompagnamento a scelte di indebitamento personale. Hanno inaugurato il Buena Vista (4.300 mq)  per il social housing nell’ex villaggio olimpico e riescono a destinare ai loro soci appartamenti a canone calmierato. Fanno gruppi di acquisto e convenzioni sugli acquisti, dando prodotti e servizio a persone a basso reddito; con ACLI fanno attività di CAF ecc. Ogni associazione ha un referente che opera in social club ne costituiscono l’assemblea. 2 dipendenti per social club. Il bilancio è in crescita, 2 dipendenti , praticamente zero contributi pubblici.
6) Retenergie,  è una società cooperativa a mutualità prevalente che distribuisce energiasia per utenze domestiche che partite iva, su tutto il territorio nazionale attraverso nodi locali. http://www.retenegie.it; producono e distribuiscono le loro energie da fonti rinnovabili (che per il momento acquistano da Trenta), 1 milione e mezzo di investimento dal 2008, 3 lavoratori. Interagiscono con comitati ecc e con tutti i cittadini che vogliono scegliersi il modello energetico a sceglierlo a livello locale.
7) la Coop. Soc. Caffè Basaglia – Circolo ARCI  è nata 6 anni fa con finanziamento Banca Etica, ha oggi 10 dipendenti (di cui 4 affetti da schizofrenia) tutti assunti a tempo indeterminato; il motto è: dare voce a chi non ha voci e a chi sente le voci. . Non riescono a fare surplus per fare investimento o restituire soldi per ristrutturazione. Vorrebbero aprire un rifugio Urbano, in cui i cittadini nuova utenza. Nessun supporto economico dalle istituzioni.
8) Etinomia: è un’associazione della Val di Susa cui aderiscono formalmente circa 100 soggetti imprenditoriali. E’ divisa in gruppi di lavoro per aree tematiche, tra cui agricoltura, edilizia. L’obiettivo punto di partenza è restituire centralità del territorio, affiancando gli imprenditori e controllare quello che fanno i grandi gruppi imprenditoriali e vedere quello che non va sulla sostenibilità, per poi denunciare questi business e trasformarli in qualcosa che sia più economicamente vantaggiosa per la comunità locale. Vorrebbero, e lo vorremmo anche noi, che  fosse un open-source replicabile.
9) Etica nel sole  è una Coop. di lavoro che si occupa di Energie rinnovabili, riduzione consumi. Parola chiave: legalità in ogni aspetto. Vorrebbero concentrarsi molto sul risparmio energetico, fanno formazione  e informazione. Nati nel 2008, 11 soci di cui 7 lavoratori e 5 dipendenti non soci. Tutti i soci lavoratori sono dipendenti della coop e tutti a tempi indeterminato. Fatturato 3 milioni di euro, 2012 nel scesi a sopra 2 milioni. Difficoltà più grossa: confronto sui competitor. Rimaniamo in piedi per la qualità delle risorse umane tutte persone che condividono in pieno l’etica.
10) La Cooperativa punto Zero è una gemma dell’Associazione Co-abitare. Nella realtà è un riuscito progetto di co-housing costituito da una palazzina comprata e ristrutturata tramite un mutuo di Banca Etica: un diverso modo per stare in centro città , di 8 alloggi e spazi comuni.  Iniziato nel 2009 sono appena entrati in casa. Lavori gestiti da coop e seguita da professionisti, con attenzione a risparmio energetico, pannelli solari ecc. per un costo inferiore ai 3.000 euro a mq).
E infine due realtà molto conosciute ute nel mondo della cooperazione  torinese quali 11) la coop. Tavola di Babbele (che è ristorante, GAS, bottega,..), e 12) la Coop. Sociale Solidarietà Coop. Sociale, promossa dalle ACLI.

Che dire? Abbiamo imparato molto dal’esperienza torinese, che ci conferma quanto in Italia sia viva e a volte (per fortuna) prosperi un’economia diversa e sostenibile che riesce ad essere efficace ed efficiente e dovrebbe pertanto essere guardata come modello da chi definisci i confini legislativi dell’economia di questo vecchio Paese retrogrado.

* pubblicato il 17 maggio 2013 sul portale investireoggi.it

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Informazioni su albertocorbino

Alberto Corbino è l'autore dei blogs: https://labuonaeconomia.wordpress.com ; http://ventanillas.wordpress.com ; http://italiain3b.wordpress.com http://edabpm.wordpress.com . Per ulteriori info, visitare la pagina: "l'autore di questo blog"
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