Italia: il BES oltre il PIL *

 La critica al Pil – Prodotto Interno Lordo – come indicatore troppo parziale ed assolutamente inadeguato a fotografare la reale ricchezza di un Paese, non è cosa recente, ed è stata mossa – tra gli altri – dai Premi Nobel per l’economia Joseph E. Stiglitz e Amartya Sen. L’OCSE e alcuni governi occidentali, ad esempio quello di Sarkozy (F) e Cameron (UK), hanno promosso studi per  dare un quadro più preciso di quanto il PIL fosse sinonimo di reale benessere o, addirittura, di felicità.

In Italia, per una volta, siamo all’avanguardia: pochi giorni fa è stato infatti presentato il Rapporto BES – Benessere Equo e Solidale 2013″ a cura di ISTAT e CNEL, frutto di un progetto concepito nel 2010. Una vera e propria rivoluzione culturale, se si pensa che equo e solidale erano due termini fino a pochi mesi fa utilizzati solo per indicare un mercato  di nicchia alternativo e terzomondista come il Commercio Equo e Solidale. Per chi scrive, che oltre vent’anni fa si laureava con una tesi sugli “Indicatori di qualità della vita”, un piccolo sogno realizzato.

Il BES è composto da 12 macro-indicatori (domini)determinanti per il benessere equo e sostenibile degli italiani. La scelta dei domini è stata effettuata da un comitato al quale hanno partecipato rappresentanti delle parti sociali e delle diverse articolazioni della società civile, oltre che attraverso un’ampia consultazione dei cittadini.
Gli indicatori sono stati selezionati da una Commissione scientifica con la partecipazione degli esperti dei diversi settori: SALUTE, ISTRUZIONE E FORMAZIONE, LAVORO E CONCILIAZIONE DEI TEMPI DI VITA, BENESSERE ECONOMICO, RELAZIONI SOCIALI, POLITICA E ISTITUZIONI, SICUREZZA, BENESSERE SOGGETTIVO, PAESAGGIO E PATRIMONIO CULTURALE, AMBIENTE, RICERCA E INNOVAZIONE, QUALITÀ DEI SERVIZI. Nella redazione del BES si è convenuto sulla necessità di utilizzare sia indicatori oggettivi, sia indicatori soggettivi, che raccolgono, cioè, percezioni e opinioni dei cittadini, i quali consentono di acquisire informazioni complementari su aspetti ed eventi della realtà oggetto di indagine che non sarebbero acquisibili altrimenti.

Il BES è, in sintesi, un cruscotto di 12 spie che ci indicano se l’auto che guidiamo ha tutti i parametri a posto, e non solo se ci sia benzina (il PIL). E’, come sempre, una questione di buon senso.

Interessante, non trovate? E l’altra buona notizia è che il BES è alla a portata di tutti, scaricabile in versione integrale sul sito dell’ISTAT (http://www.istat.it/it/files/2013/03/bes_2013.pdf). Buona lettura.

* pubblicaot il 21 marzo 2013 sul blog: labuonaeconomia.investireoggi.it

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Alberto Corbino è l'autore dei blogs: https://labuonaeconomia.wordpress.com ; http://ventanillas.wordpress.com ; http://italiain3b.wordpress.com http://edabpm.wordpress.com . Per ulteriori info, visitare la pagina: "l'autore di questo blog"
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