San Gennaro e l’economia ignorata

san gennaro visto dall'artista lello espositoOgni qual volta in Italia un nuovo Presidente del Consiglio viene incaricato di formare il governo, io, come fa ogni buon napoletano quando non ha altre risorse, accendo un cero a San Gennaro e prego in silenzio, a mo’ di Troisi: “San Gennà, fa che questa sia la volta bbuona”! Ma, ogni volta, ahimè, questo miracolo non si compie mai. Neanche lui, il Santo patrono che liquefa il suo stesso sangue, che liberò la città dalla peste e dalla guerra, può riuscire ad esaudire questo mio recondito desiderio.

Qual è il mio desiderio? Quello di vedere comparire, nell‘elenco dei ministri, vice ministri o almeno sottosegretari dei dicasteri economici i nomi di quelle persone che da molti anni rappresentano il panorama mio (e di milioni di italiani) in campo di materie economiche. Un panorama, un universo, un orizzonte di economia ignorata, una rosa di seri pensatori – alla quale sono certo manchino tante altri nomi, a partire dal più noto economista Tito Boeri dell’Università Bocconi –  e che comprende ad esempio:
Stefano Zamagni, professore ordinario di Economia Politica all’Università di  Bologna, già preside della Facoltà di Economia dell’Università di Bologna, già Vice-presidente della Società Italiana degli Economisti;
Luigino Bruni, professore ordinario di Economia alla LUMSA di Roma, già professore associato alla Bicocca di Milano, un dottorato in Regno Unito e un elenco impressionante di pubblicazioni in lingua inglese;
Tonino Perna, economista e sociologo, Professore Ordinario di Sociologia Economica presso l’Università degli studi di Messina;
Leonardo Becchetti, ordinario di Economia Politica presso l’Università di Roma Tor Vergata, autore di oltre 300 pubblicazioni, di cui molte internazionali, e 14 saggi.
Gianfranco Viesti, professore ordinario di Economia applicata nella facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bari.

Se vi state chiedendo cosa questi docenti abbiano in comune, a parte il fatto che non viene riconosciuta loro la possibilità di influenzare, se non dal punto di vista accademico, il destino economico di questo Paese eccovi alcuni indizi:
Stefano Zamagni è attualmente Presidente del Comitato Scientifico di AICCON (Associazione Italiana per la Cultura Cooperativa e delle Organizzazioni Non Profit) e ha scritto saggi come “L’economia del bene comune”, “Impresa responsabile e mercato civile”,  “Per un’economia a misura di persona” e, con Luigino Bruni, è l’autore di “Economia civile – efficienza, equità, felicità pubblica”. Lo stesso Bruni ha pubblicato “The Genesis and the Ethos of the market (Nascita ed etica del mercato)”, Reciprocity, altruism and civil society (Reciprocità altrusimo e società civile” , “Civil Economy” (Economia civile). Zamagni e Bruni hanno pubblicato con Becchetti un manuale di “Microeconomia” dove si tratta di “microcredito, l’economia sostenibile, il commercio equo e solidale, il variegato mondo dell’associazionismo non sono più una realtà di nicchia, ma vedono coinvolti milioni di persone e le loro famiglie, che vogliono creare valore sociale e ambientale, insieme al valore economico, per migliorare le prospettive di felicità pubblica”. Becchetti è l’autore di “Felicità sostenibile – Economia della responsabilità sociale”, “Oltre l’uomo economico” e “Il voto con il portafoglio”. Tonino Perna è autore di “Lo sviluppo insostenibile”,  “Dell’Usura”, “Fair Trade, la sfida Etica al Mercato”, nonché il  “Manuale del piccolo usuraio e del grande speculatore” (crudelmente delizioso). Viesti è autore di provocatori saggi come “Abolire il Mezzogiorno” , “Mezzogiorno a tradimento. Il Nord, il Sud e la politica che non c’è”, “Il Sud vive sulle spalle dell’Italia che produce. Falso!”.

Cosa abbiano Viesti, Perna, Becchetti, Bruni, Zamagni in comune lo avrete capito: una visione, quella messa in pratica sessant’anni fa da Adriano Olivetti, che rivolti la dogmaticità di antiche teorie economiche e vada oltre gli stereotipi e le bugie delle statistiche che non riescano a leggere il Paese reale. E, soprattutto, la visione di un’economia che consideri l’uomo come preoccupazione principale, dove il profitto sia quindi ridimensionato a uno dei possibili mezzi, mentre il fine ultimo e vero sia un’economia sostenibile, responsabile, giusta, che porti felicità diffusa.

Avevo nutrito una piccola speranza con la nomina a Ministro del Lavoro del governo Letta di Enrico Giovannini, che, da Presidente dell’Istat aveva promosso la ricerca per validare il BES (Benessere Economico Sociale – vedi articolo su questo blog) come possibile sostituto del menzognero PIL. Ma sappiamo com’è andata col governo Renzi: vuolsi così cola ove si puote ciò che si vole, e più non dimandare. Amèn e pace in terra agli uomini di buona volontà.

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Informazioni su albertocorbino

Alberto Corbino è l'autore dei blogs: https://labuonaeconomia.wordpress.com ; http://ventanillas.wordpress.com ; http://italiain3b.wordpress.com http://edabpm.wordpress.com . Per ulteriori info, visitare la pagina: "l'autore di questo blog"
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