Napoli: futuro pregiudicato

Quel che resta della notte  (quando va bene) (A. Corbino, 2014)

Quel che resta della notte (quando va bene) (A. Corbino, 2014)

“Napoli: in strada di notte 1 su 3 è pregiudicato”. Le cifre riportare da il Mattino di Napoli del 2 agosto 2014 in prima pagina dell’edizione locale dovrebbero dar da pensare. 
I fatti. L’Arma dei Carabinieri e la Polizia di Stato hanno effettuato numerosi posti di blocco e blitz in zone particolarmente frequentati della movida del centro città (in vari quartieri, soprattutto residenziali) e i risultati sono, a parer mio, sbalorditivi:
Carabinieri: 2.799 persone controllate, di cui 816 con precedenti penali; vi sono stati 23 arresti e 146 denunce; 342 autoveicoli sottoposti a un qualche sequestro su 1.530 controlli (uno su 4!!!) e 216 sequestri di ciclomotori su 371 controllati (il 60%!).
Polizia di Stato: le persone controllate sono state 1.737  di cui 671  pregiudicate; 114 gli arresti eseguiti. Le percentuali PS di sequestri di auto e ciclomotori confermano le statistiche dell’Arma. Ma vi è un’aggravante: mentre i carabinieri hanno agito in orario di movida, le cifre della PS riguardano controlli diurni e notturni, quindi erano meno mirati.

Una parentesi. Sbalorditivo è, a mio modo di vedere, che questi dati siano fonte di blitz, di operazioni eccezionali, quando a Napoli tutti sanno che vi sono alcuni luoghi che io definisco pot hot spots (luoghi caldi della marijuana) in cui ogni sera, in particolare col bel tempo, vengono fumate e spacciate notevoli quantità di droghe leggere e vengono violate anche le norme più basilari sul decoro pubblico (Largo San Giovanni Maggiore Pignatelli, piazza Bellini, piazzale di San Martino in primis). Ma in genere le forze dell’ordine si limitano a parcheggiare le volanti pochi metri oltre e a controllare che l’ordine pubblico non degeneri, per motivi operativi che credo siano poco comprensibili alla cittadinanza, soprattutto ai residenti di quelle vie a cui bisognerebbe spiegare se vivono in Italia, in Olanda, o in qualche strano pianeta in cui fumare e spacciare erba, bere e lasciare cocci e bottiglie dappertutto e orinare per strada, nonostante il buon senso divieti e le ordinanze sindacali, sia prassi quotidiana accettata. Chiusa parentesi.

Ma torniamo alla questione pregiudicati. Concediamoci una serie di attenuanti generiche. 1) Pregiudicato = “persona che ha riportato una o più condanne penali o è già stata sottoposta a misure di sicurezza personali” (dal vocabolario Treccani), il che vuol dire che ha commesso qualche grave errore una o più volte e non è detto che non possa (tornare a) essere una brava persona. 2) Le forze dell’ordine hanno un occhio clinico e riescono ad individuare persone e comportamenti sospetti con più facilità, ed evitano quindi di fermare vecchiette con la spesa o similari (salvo – siamo uomini o caporali? – belle ragazze); 3) I fermati non sono solo residenti in città (si presume); 4) I pregiudicati hanno più soldi da spendere la sera delle altre categorie e quindi escono più di frequente, sopratutto nei quartieri “buoni”.

Detto ciò resta un dato oggettivo: a Napoli 1 persona su 3 tra quelle fermate, italiani e stranieri  – presumibilmente maggiorenni, giovani e adulti nel pieno della loro vita economica, sociale, familiare è pregiudicata. E questa notizia non può passare inosservata come se fosse stata “uno su tre sono ingegneri informatici, oppure diplomati al conservatorio, o anche giovani poeti squattrinati “.
La mia perplessità è questa: quale economia, quale società si può costruire in una città / area metropolitana che ha questo substrato culturale, che ha il crimine come comune denominatore?
Attenzione.. è una domanda di difficile risposta: il crimine genera PIL, denaro che circola nell’economia quotidiana (non solo bar, ma anche pizzerie al taglio – per la fame chimica del post spinello – e ancora meccanici, tatuatori, barbieri, ma anche telefonini, affitti, bollette…); il crimine reinveste in tante attività legali o paralegali (tali giudico essere le sale giochi, anche quelle ufficiali). Non è un mistero… basta esserne consapevoli.

Da oggi lo siamo un po’ di più: Napoli è e resta un mondo a parte, che è anche quello dei parcheggiatori abusivi che protestano perché i vigili urbani non li lasciano lavorare, che è anche quello dei vigili urbani imboscati. Insomma, Napoli è come una pentola a pressione a cui è pericoloso chiudere la valvola di sfiato… ed è una città dal futuro sempre più pregiudicato!

Annunci

Informazioni su albertocorbino

Alberto Corbino è l'autore dei blogs: https://labuonaeconomia.wordpress.com ; http://ventanillas.wordpress.com ; http://italiain3b.wordpress.com http://edabpm.wordpress.com . Per ulteriori info, visitare la pagina: "l'autore di questo blog"
Questa voce è stata pubblicata in Attualità, sud, sviluppo e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...