La schizofrenica incoerenza degli snack della FAO

Vignetta satirica sulla FAO da: girasoleonline.org

Vignetta satirica sulla FAO da: girasoleonline.org

Tre domande per voi: vi siedereste ai tavolini di un ristorante vegetariano dalla cui cucine proviene odore di carne bruciata? Seguireste mai una dieta prescritta da un medico obeso? Iscrivereste i vostri figli in un asilo in cui le maestre bestemmiano e imprecano tutto il tempo? Immagino che la risposta sia ovviamente negativa, perché in questi casi i vostri interlocutori vi saranno sembrati poco credibili,  ritenendoli voi in mala fede, o per lo meno, confusi o poco professionali.

Immaginate allora di andare a seguire alla FAO – Food and Agricolture Organization – l’Agenzia della Nazioni Unite che si occupa di cibo e alimentazione, presso il quartiere generale a Roma a un “dialogo preparatorio” della Seconda Conferenza sulla nutrizione” che si terrà prossimamente (fao.org/icn2), organizzato dal governo degli Stati Uniti. I temi sono ben chiari e annunciati sul materiale distribuito all’ingresso e dallo slide show iniziale: la sicurezza alimentare (cioè l’autosufficienza alimentare e la libertà di un popolo nell’autodeterminare cosa coltivare) la malnutrizione, che non è più solo denutrizione (in particolare quella dei bambini e delle mamme) ma anche obesità, ormai vera piaga del pianeta che interessa 500 milioni di adulti.

Il panel era di tutto rispetto, compreso un rappresentante della meritoria “Save the Children” e uno della “Bill and Melinda Gates foundation”, una rappresentate del governo USA, un paio di alti funzionari FAO. I primi due, mi sarebbe stato chiaro in seguito, servivano, loro malgrado immagino, a fare un po’ di quello che io chiamo rainbow washing (a darsi una mano di vernice di buonismo, insomma).

Credo che qualsiasi persona di buon senso si sarebbe aspettato che i relatori facessero la seguente equazione: insicurezza alimentare + malnutrizione dei neonati + obesità = mettiamo sotto accusa i trattati del commercio internazionale e soprattutto le 5-10 grandi multinazionali del cibo che ne detengono il monopolio della commercializzazione, che speculano sulle derrate alimentari, che azzerano la biodiversità salvo brevettarla come Ogm, che vendono latte in polvere a puerpere ignoranti e indigenti, che invadono con il cibo spazzatura l’umanità! Giusto?
Sbagliato, non una parola sola: un’ora e mezza di nulla cosmico a parlare della necessità di collaborare tra i diversi attori pubblici e privati (cioè le ONG), senza mai citare le corporations, nè i trattati. Una vergogna, a spese dei governi di tutto il mondo, cioè dei contribuenti di tutto il mondo, dalla Finlandia al Ghana.

Alzandomi stremato dalla splendida poltrona, mi sono ricordato di una canzone di Michael Jackson “Man in the mirror” in cui si invitava a cambiare il mondo cominciando da noi stessi. E mi sono ricordato di alcuni anni or sono, quando, nella stessa sede, l’occhio mi si era caduto sui distributori automatici di cibo. Quindi li ho cercati, ne ho trovati diversi in fondo ai corridoi e ho visto che niente era cambiato: le patatine, gli snack più inutili e nocivi, le bevande più zuccherate e gassate sono ancora oggi  in vendita, e in grande varietà, presso i distributori automatici della FAO a Roma, così come anni fa.
Eppure alla FAO dovrebbero sapere che esistono anche gli snack naturali e le bibite non gassate (http://www.fruttasnack.eu/it/progetto-distributori.html), le bevande non gassate e zuccherate, i prodotti del commercio equo e solidale (http://www.puntoequo.org/cosa/distributori-automatici).

Ma forse alla FAO pensano di essere troppo importanti per doversi mostrare affidabili (la famosa accountability di cui tutti parlano) al mondo intero; forse alla FAO pensano il mondo non si cambi dalle piccole cose e soprattutto non si cambi cominciando da se stessi.
Ed è anche per questo che a me piacerebbe vederli  fare un atto di contriso dolore e chiudere i battenti ed andare tutti a casa, lasciando i loro stipendi dorati a persone che sanno cosa sia la malnutrizione perché in quelle realtà vivono, combattono e lavorano da anni, finanziando così progetti di cooperazione seri, mirati e faticati.

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Informazioni su albertocorbino

Alberto Corbino è l'autore dei blogs: https://labuonaeconomia.wordpress.com ; http://ventanillas.wordpress.com ; http://italiain3b.wordpress.com http://edabpm.wordpress.com . Per ulteriori info, visitare la pagina: "l'autore di questo blog"
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2 risposte a La schizofrenica incoerenza degli snack della FAO

  1. Vincenzo ha detto:

    Aggiungerei anche la domanda: Credereste mai a quello che dice un anziano signore vestito di bianco al capo di una grande organizzazzione multiminionaria che non paga le tasse, che ha una banca propria, che durante la sua storia ha ammazzato e torturato milioni di persone, che predica la poverta’, l’altruismo e l’essere buoni, e che quando succeede qualcosa di brutto l’unica cosa che fa e’ pregare, pregare, pregare ? A dire da quanto e’ piena piazza san pietro la domenica, tanti purtroppo.

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  2. Anonimo ha detto:

    Stimatissimo e coerente, ma malgrado tutto ingenuo vecchio Prof, Alberto…. ma davvero stai ancora a credere che queste corporazioni hanno un filo logico nelle loro scelte? Una cosa che ho imparato da te è fare ordine dentro se stessi. Questa credo sia l’unica strada per andare avanti in questo pazzo mondo; purtroppo sono bellissime solo sulla carta i disciplinari della FAO, la verità è che nessuno se ne FOTTE se ci sono Obesi e malnutriti….L’importante è che la Nestlè ci sia ovunque!!!

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