SparaNapoli. Ovvero: sbatti la città-mostro in prima pagina.

sparanapoli copertina espressoNon credo di poter essere iscritto di diritto al club dei fans incondizionati di Napoli, città natale in cui vivo, cioè di rientrare nella categoria di quanti difendono Napoli a spada tratta, negandone spudoratamente vizi e difetti, per onor Borbone o amor filiale. Difatti più volte, su questo blog, o in brevi post facebook o video, io e il mio pseudonimo TG abbiamo firmato puntuali j’accuse ai napoletani, eredi spesso indegni di questo incredibile universo-città che è Partenope.

E tuttavia come napoletano, ma anche come studioso di crimine organizzato, non posso che dirmi contrario alla scelta de L’Espresso di titolare la copertina del n° 11/2016 “SPARANAPOLI. Nei covi delle baby-gang, tra i killer che hanno sostituito i vecchi boss della camorra. E insanguinato i quartieri del centro. La sfida lanciata alla città: qui comandiamo noi”. Pessimo titolo di copertina, sottotitolo ancora peggiore, foto che raffigura tre giovani armati, nuovi signori della città.
Vi prego di non fraintendere: non sto sostenendo che il noto settimanale oggi diretto dal quasi napoletano (è di questa provincia, nato a C.Mare di Stabia – fonte: wikipedia) Luigi Vicinanza non avrebbe dovuto pubblicare il buon articolo del noto giornalista d’inchiesta Emiliano Fittipaldi, colpevole tutt’al più di qualche passaggio un po’ vago (di dov’è Fittipaldi e quanto si è fermato a Napoli per l’inchiesta? Bah!). Tutt’altro: io sono per denunciare anche le “carte sporche”, le buche stradali e i parcheggiatori abusivi (vedi articolo precedente sui simpatici tassisti). Figuriamoci se non voglio che si parli della camorra liquida, calzante definizione coniata da Isaia Sales per descrivere questo nuovo ibrido tra camorra e gangsterismo.
Ma non sono d’accordo con lo sbattere il mostro in prima pagina.
Per tanti motivi: 1) La già citata ribalta mediatica per i giovani boss, motivo di vanto e di emulazione; 2) L’ennesima gogna mediatica per una città che stava risalendo le classifiche del turismo in Italia, dopo decenni di vuoto, grazie a uno straordinario lavoro di professionisti e di cittadini che questa città la vivono, la amano, la curano; 3) Il sottotitolo dà l’idea di una città (in particolare il centro-meta turistica) sotto assedio, o meglio sotto comando dei giovani criminali; e invece io nei quartieri difficili del centro ci vivo e ci porto da anni i miei studenti americani a capire e vivere la città, e siamo, forse per miracolo, ancora vivi; 4) la suggestiva foto di Mario Spada mostra tre giovani incappucciati in posa: tempi morti e passamontagna non sono compatibili, la foto li rende cool e rafforzano quanto al punto tre; 5) non ricordo copertine nè articoli sulle fantastiche risposte anticamorra che la città del coraggio sa dare: lo spazio aperto “Annalisa Durante” di Forcella, il Ronin Karate Club dei Quartieri Spagnoli, le Catacombe di San Gennaro alla Sanità, tanto per citare 3 esempi che conosco molto bene nei quartieri citati nell’articolo; 6) non mi risultano analoghe copertine per annunci quali “San Carlo miglior teatro lirico al mondo” o “metro Toledo miglior fermata d’Europa”; 7) Non ricordo copertine de L’Espresso su Optima Italia e le tante aziende innovative che creano occupazione reale qui a Napoli, nonostante tutto; 8) Non vorrei che in un clima di campagna elettorale già rovente, questo possa portare a qualcuno (magari del PD?) a strumentalizzare questo enorme problema attribuendolo alla uscente giunta de Magistris (questo è ovviamente un affare per i NOCS, non per i vigili urbani, molti dei quali sofferenti di cronici mal di schiena).

Insomma la mia domanda è: ma perché Napoli resta l’unico caso in Italia in cui si contravviene alla prima regola del giornalismo e dove quindi la notizia la fa sempre il cane che morde l’uomo e non l’uomo che morde il cane?

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Informazioni su albertocorbino

Alberto Corbino è l'autore dei blogs: https://labuonaeconomia.wordpress.com ; http://ventanillas.wordpress.com ; http://italiain3b.wordpress.com http://edabpm.wordpress.com . Per ulteriori info, visitare la pagina: "l'autore di questo blog"
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