Napoli: PIL e controPIL (a proposito di ‘E Pappeci e IOciSto)

La buona droga: libri e cioccolato del commercio equo.

Premessa velocissima. Cosa è il PIL? Sostanzialmente una “cosa” inutile, un indicatore (Prodotto Interno Lordo, tutto ciò che si produce – agricoltura, servizi, industria, commercio,…) vago e bugiardo sulla ricchezza di un Paese. Ci dice quanto un Paese è ricco, ma non di cosa, non producendo cosa. Ahimè, come è noto, io sono uno di quelli che crede che sia molto differente se un Paese produce pane o bombe, arance o bare, violini o videogames, pannolini o pannoloni, auto diesel o biciclette. Ma io sono strano, e questo lo abbiamo capito da quando mi sono laureato in Politiche dell’ambiente, 25 anni fa.

E visto che non solo sono strano, ma anche napoletano,  mi interesso di come cresce l’economia della mia meravigliosa schizofrenica città, nuova star del turismo (era ora!), ormai set cinematografico a cielo aperto h24! E mi preoccupo.
Nella città che non dorme mai, con la movida che la fa da padrona 6 giorni su 7 (tranne quando gioca IL Napoli e il lunedì che si gioca a calcetto), assistiamo da anni a un proliferare senza controllo di: sale scommesse, parrucchieri e similari, pizzette da asporto di dubbia qualità, supermercati di ogni taglia, aperti h24. Insomma, quello che forse il professor Bellavista, amante della tradizione e della cultura, chiamerebbe ControPil!
Perché, se qualcuno apre, qualcun altro, per le leggi di mercato, chiude! Tra le vittime illustri del ControPil napoletano ci sono state anni fa le storiche liberie Guida a Port’Alba e Loffredo al Vomero; e l’atelier Canzanella”, la più antica sartoria cine-teatrale della città.

Lo spettro della serranda chiusa a causa del ControPil aleggia oggi sulla libreria Io Ci Sto, la prima libreria ad azionariato popolare, nata nel 2014 nel cuore dell’elegante quartiere Vomero, proprio per reagire alla chiusure della librerie storiche. E sulla cooperativa del Bottega del Commercio equo e solidale ‘E Peppeci, che opera a Napoli sin dal 1992, promotrice di migliaia di iniziative culturali, e che oggi ha due sedi (Via Mezzocannone al centro storico e Via Orsi al Vomero).

Da napoletano, figlio di una storica stagione di rinascita di una città, che aveva uno dei suoi pilastri proprio nella diversa qualità della sua offerta di servizi, sono molto preoccupato. Anche perchè Napoli è comunque città-capitale, ed è spesso stata laboratorio di ciò che poi realizzato/verificato a scala nazionale.

Se i giovani, i nuovi consumatori non leggono libri e non acquistano commercio equo, significa che abbiamo sbagliato tanto, tutto.  Perchè bisogna andare una volta a settimana dal parrucchiere o l’estetista,  e non mancano mai in tasca i soldi quotidiani per cannetta e birretta a piazza Bellini o l’aperitivo ai baretti di Chiaia, ma librerie o botteghe del Commercio Equo non sanno manco cosa siano. Perchè questi sono i tempi della leggerezza – che è IN e non dell’impegno – che è OUT, perchè la vita è breve e i nostri figli devono avere tutto e subito, perchè il loro piccolo mondo è reso globale da internet, ma il loro grande cervello (e cuore) si è atrofizzato nel concepire il mondo solo come un grande supermercato “NonOltreIlMioNaso” dell’usa e getta. Ed è soprattutto colpa nostra, di chi oggi ha come me quasi 50anni e non si è impegnato abbastanza, nel privato come nel pubblico, a far rivivere la stagione di metà anni ’90, e far sì che i valori della cultura, dell’impegno e della condivisione, diventassero irrinunciabili, alla moda, come birretta e cannetta. Perchè per me è importante, perchè in una città cambia molto se ci sono aprono librerie e non pizzetterie, botteghe del commercio equo e non supermarket, se all’angolo delle piazze ci sono artisti di strada e non spacciatori di hasish.

Allora, un appello ai genitori, napoletani e non: questo weekend, prendete con le buone o con le cattive i vostri figli adolescenti, quelli che hanno il collo curvo sul www, e andate con loro alla scoperta di questi due fantastici mondi di libertà e di giustizia che sono le librerie e le botteghe del commercio equo. Regalate loro buonaeconomia: miglior dono non c’è!

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Informazioni su albertocorbino

Alberto Corbino è l'autore dei blogs: https://labuonaeconomia.wordpress.com ; http://ventanillas.wordpress.com ; http://italiain3b.wordpress.com http://edabpm.wordpress.com . Per ulteriori info, visitare la pagina: "l'autore di questo blog"
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