Perchè questo blog

l’altra via: buone letture in riva al mare (foto: A. Corbino, 2009)

L’economia o serve  ad aiutare l’uomo o a danneggiarlo; è buona o è cattiva. Questa visione dell’economia, di quella cosa che ognuno di noi fa più o meno inconsapevolmente tutti i giorni, la sentì declamare, con (il solito) tono calmo ma fermo, da frate Arturo Paoli, in una delle sue ultime visite a Napoli presso l’associazione Mani Tese Campania, alcuni anni or sono.  Da quel lontano giorno questa frase ha ispirato e orientato la mia ricerca e la mia professione di ricercatore e formatore in quello che viene definito (da ormai 25 anni)  sviluppo sostenibile, un’espressione bella.. ma vuota, a cui occorre dare invece corpo.

Il blog serve a questo: spiegare in maniera semplice cosa sia l’economia e portare esempi di buona economia che, nonostante tutto, continuano a nascere e resistere in Italia e nel Mondo. Sono piccoli esempi, piccole isole in un mare tempestoso, quello della cattiva economia, delle mafie, dell’evasione fiscale, della corruzione, dell’inefficienza della spesa pubblica, della devastazione del territorio, della speculazione finanzaria senza scrupoli.

Sono isole che però non devono e non possono essere viste come un’utopia irragiungibile da noi naufraghi ma, invece come realtà tangibili, utili e possibili che necessitano di ponti per diventare arcipelago e poi pensiola e poi terra ferma. 

Questo discorso ha molto a che fare con il buon senso e moltissimo con il senso di responsabilità di consumatori, risparmiatori, banchieri, commercianti, imprenditori, istituzioni, associazioni,… Il buon senso, nella vita come in economia, è una strategia vincente, grazie alla quale tutti vincono (la cosiddetta win win strategy): l’economia, l’ambiente, la società, chi produce, chi consuma, chi amministra e governa. Il fulcro del discorso sono quelle parole in bilico tra economia e società: consapevolezza, coerenza, fiducia, responsabilità.

E’ per questo che ho voluto che fosse un blog – archivio, così che tutti possano avere libero accesso a quello che ho scritto, ai frutti delle mie ricerche, agli spunti per le mie lezioni. Ci tengo però a precisare che – ahimè – questo non è un qualsiasi blog, in cui si scrivono cose di getto. Un blog – archivio, che abbia la pretesa di fornire spunti e di essere riferimento per chi si avvicina a una specifica materia, necessita di molta attenzione, precisione nell’informazione, cura maniacale delle fonti. E’ quello che cerco di fare, come se (quasi) ad ogni articolo, stessi scrivendo capitoli di un saggio aperto alla lettura gratuita di tutti.

Questo blog è un progetto senza data di scadenza e, assieme alla mia attività di formatore, è uno dei miei umili e (spero utili) contributi alla diffusione e all’affermazione di una cultura della buona economia, di un’economia della responsabilità, a livello locale come a livello globale.  AC

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